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l'accusa è di "tentata sovversione dei poteri dello Stato"

Liu Xiaobo: condanna ad 11 di reclusione


Liu Xiaobo: condanna ad 11 di reclusione
25/12/2009, 11:12

PECHINO - Lo "storico" dissidente cinese Liu Xiaobo, è stato condannato ad 11 anni di reclusione con l'accusa di "voler sovvertire i poteri dello stato". Uno stato che, come quello cinese, sembra essersi fermato ai regimi dittatoriali di 50 o 60 anni fa. Le "colpe" di  Xiaobo, 54 anni, sono infatti edi aver aderito fin da giovane al movimento studentesco democratico e, soprattutto, di aver pubblicato su diversi siti web stranieri degli articoli di dura critica al governo della Cina; avendo poi anche firmato la carta08, un documento di aspra denuncia che attaccava il regime comunista richiedendo l'instaurazione di un governo democratico.
La moglie dell'uomo Liu Xia, ha fatto sapere tramite l'Ansa di aver trovato il marito in "buone condizion psicologiche" e deciso a ricorrere in appello. Molti intellettuali, diplomatici e giornalisti simpatizzanti di Xiaobo erano arrivati in Cina per assistere al processo. Le porte del tribunale sono però rimaste chiuse, lasciando tutti in attesa del verdetto fuori, al gelo. L'agenzia di stampa ufficiale Nuova Cina si è limitata e diffondere un documento striminzito nel quale, in poche righe, si precisava l'esito del processo, la condatta del dissidente e le modalità dell'udienza:"Tenutasi nell'assoluto rispetto delle regole del governo Cinese".
Non è però dello stesso avviso Il diplomatico americano Gregory May che ha infatti dichiarato che, il processo, è stato portato avanti "
al di sotto degli standard internazionalmente riconosciuti dei diritti umani" e che "il Governo degli Stati Uniti chiede l’immediata liberazione di Liu Xiaobo". Una dichiarazione che, probabilmente, nel popolosissimo (e dittatoriale) paese asiatico non verrà ascoltata.

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di Germano Milite
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