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Il guardasigilli scozzese ribadisce: solo motivi umanitari

Lockerbie, il principe Andrea annulla la visita in Libia


Lockerbie, il principe Andrea annulla la visita in Libia
24/08/2009, 21:08

La notizia era già nell’aria da alcuni giorni, ma adesso è arrivata la conferma ufficiale: il principe Andrea, duca di York, non andrà in Libia a inizio settembre. La visita, volta a promuovere i rapporti commerciali tra Libia e Gran Bretagna, è stata annullata in seguito alle polemiche sorte per i festeggiamenti con cui è stato accolto al-Megrahi, il terrorista libico liberato dalla Scozia perché malato terminale di cancro. Malgrado le raccomandazioni di sensibilità arrivate da Londra, infatti, Tripoli aveva accolto quello che aveva sempre considerato un “ostaggio politico” con festeggiamenti in grande stile.
Il ministro della Giustizia scozzese, Kenny MacAskill, ha dovuto difendere la scelta di liberare al-Meghrai per motivi umanitari, ma ha puntato il dito contro Gheddafi: anche la Scozia aveva infatti chiesto che non ci fossero celebrazioni pompose. “La Libia, - ha dichiarato il ministro, davanti al parlamento scozzese riunito in sessione straordinaria ad Edimburgo - non ha mantenuto le promesse: aveva assicurato che avrebbe accolto al-Meghrai con un profilo basso e in maniera appropriata”. MacAskill ha inoltre ribadito ancora una volta che la scelta di liberare il terrorista, condannato all’ergastolo per la strage di Lockerbie (in cui morirono 270 persone), è stata dettata solamente da motivi umanitari, sottolineando che “nessuna ragione politica, diplomatica o di natura commerciale ha influito su tale decisione, come accusa ormai da giorni gran parte della stampa britannica”. Anche il primo ministro inglese, Gordon Brown, aveva respinto le ipotesi che parlavano di accordi commerciali mentre il figlio del colonnello Gheddafi, tramite durante le delicate fasi che hanno portato alla liberazione di al-Meghrai, ha esplicitamente parlato di accordi tra i due Stati per gli affari della Gran Bretagna in Libia, aggiungendo che il loro “ostaggio politico” era sempre stato sul tavolo delle trattative ogni qual volta si era parlato di accordi commerciali.
 

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di Nico Falco
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