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La zona è sotto il controllo dei cosiddetti "ribelli"

L'Onu denuncia: 15 palestinesi morti di fame in Siria


L'Onu denuncia: 15 palestinesi morti di fame in Siria
30/12/2013, 19:48

DAMASCO (SIRIA) - Secondo quanto riferisce l'agenzia dell'Onu per i rifugiati palestinesi (UNWRA), 15 palestinesi sono morti di fame nel campo profughi di Yarmuk, a Damasco. La causa della loro morte sta nel fatto che quella parte della capitale siriana è zona di combattimenti, tra l'esercito regolare e i cosiddetti "ribelli"; e questo impedisce ai rifornimenti di arrivare. 
In realtà, tutti gli accessi a Yarmuk sono controllati dai ribelli; e finchè l'esercito regolare non riuscirà a sconfiggerli, non ci sono molte possibilità di aiutare i palestinesi. E l'esercito regolare non può intervenire: i cosiddetti "ribelli" si fanno scudo dei civili (quella zona è densamente abitata), cosa che blocca la possibilità di usare i cannoni o le bombe degli aerei; e mandre l'esercito a combattere in una zona abitata significa provocare la morte di moltissimi soldati (in media, quando si attacca una zona cittadina dove ci sono nemici asserragliati, l'attaccante perde circa il triplo degli uomini che perde l'attaccante). 
A meno che non sia un trucco dell'Onu per facilitare l'arrivo di armi e munizioni ai cosiddetti "ribelli"... 
Yarmuk nacque come campo profugli nel 1967, per accogliere in Siria tutti i palestinesi scacciati dalle loro case dopo la cosiddetta "Guerra dei Sei Giorni", in cui Israele attaccò contemporaneamente tutti i Paesi confinanti impossessandosi di migliaia e migliaia di chilometri quadrati di territorio abitato da palestinesi, giordani, libanesi ed egiziani. Ma nel corso del tempo è diventato a tutti gli effetti un quartiere di Damasco.  

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di Antonio Rispoli
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