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Meno poteri di controllo, bavaglio all'informazione

L'Ungheria approva la nuova costituzione, tra mille polemiche


L'Ungheria approva la nuova costituzione, tra mille polemiche
19/04/2011, 09:04

BUDAPEST (UNGHERIA) - Al termine di un lungo percorso politico e di mille polemiche, l'Ungheria ha votato la sua Costituzione, che sostituisce quella comunista approvata nel 1948 ed emendata più volte dopo il 1989 e la caduta del Muro di Berlino. Ma se quella del 1948 era vecchia, quella approvata adesso è antica, nel linguaggio e nell'ideologia di fondo, dato che riecheggia in più punti le leggi approvate durante il lungo periodo di alleanza con la Germania nazista. Innanzitutto, in nessun punto della Costituzione c'è libertà: non si parla di minoranze, nè religiose, nè etniche, nè sessuali. L'unico simbolo religioso ammesso è la corona di Santo Stefano, protettore e simbolo del Paese, a cui è legato il culto religioso (cattolico ortodosso); lo Stato è su base etnica, ed è scritto chiaramente, con buona pace delle minoranze ebree o rom; la Chiesa domina, come dimostra la difesa - prevista nella Carta Costituzionale - della difesa del feto (con buona pace dei gay, a cui non viene riconosciuta nessuna tutela).
Ma non è finita qua, perchè viene pesantemente alterato anche il tessuto istituzionale: la magistratura è subordinata al governo, la Corte Costituzionale ha molto meno potere interdittivo sulle leggi, e la Commissione incaricata di controllare i media (Nmhh) riceve un riconoscimento costituzionale. E i suoi membri sono di nomina governativa, e durano 9 o 12 anni.
E c'è anche un altro parallelo storico con il nazismo. Anche se pochi lo ricordano, Adolf Hitler venne regolarmente eletto nel 1932 e il Partito Nazista conquistà circa il 45% dei seggi. Alleandosi con i cattolici liberali di Franz von Papen (circa il 7% dei seggi) ebbe la maggioranza per far approvare una legge che dava al Cancelliere il potere di governare attraverso decreti che restavano in vigore finchè il Parlamento non li avesse modificati o cancellati. Con questa semplice legge costituzionalizzò la sua ascesa al potere. Qui è successa una cosa simile: il partito del premier Viktor Orban si è alleato con i democratici nazionali (anche qui un piccolo partito) ottenendo la maggioranza dei due terzi necessaria per approvare la nuova Costituzione.
Quello che stupisce è il silenzio dell'Unione Europea: quando Haider in Austria andò al governo (in coalizione, neanche da solo) fece la voce grossa e sanzionò il Paese finchè' il suo partito non uscì dal governo. Oggi invece, anche davanti a quella che è stata giustamente chiamata la "costituzionalizzazione della dittatura", da Bruxelles non si muove niente. E questo nonostante i Paesi confinanti abbiano mostrato più volte la propria preoccupazione, per questa evoluzione; a cominciare dalla Germania, dove il cancelliere Angela Merkel si è detta preoccupata. E anche il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon ha invitato l'Ungheria a chiedere consiglio, su come muoversi, all'Onu e all'Ue.

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di Antonio Rispoli
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