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L'uragano Irene è storico, anzi terrorizzante


L'uragano Irene è storico, anzi terrorizzante
29/08/2011, 11:08

Adesso che è passato (sta scemando in una tempesta tropicale) vediamo di capire perchè l'uragano Irene è stato definito come "storico". In fondo, come potenza non era nulla di eccezionale: sulle Bahamas è passato come uragano di classe 3 in una scala di 5, ma prima che arrivasse sulle coste americane si era indebolito a classe 1, insomma, il minimo per chiamarsi uragano. Per fare un esempio, l'uragano Katrina, quando colì New Orleans, era di classe 5, il massimo. Cosa c'è di storico in questo?
Innanzitutto spieghiamo dove si formano gli uragani: solitamente tra l'equatore (per essere esatti almeno 10 gradi a nord dell'equatore) e il tropico del cancro, situato a 28 gradi nord, e nell'oceano Atlantico. SI creano sul mare per lo più tra luglio e ottobre, con il picco verso il 10 settembre, dato che è in questo periodo che le condizioni sono più favorevoli. Infatti c'è bisogno di una temperatura dell'acqua non inferiore ai 26 gradi per una profondita di almeno 50 metri, cosa che si ottiene solo con un prolungato irraggiamento solare. Se ci sono queste temperature, un fronte temporalesco che va nbelle direzione giusta e le condizioni atmosferiche per un temporale, si può creare un uragano. Il movimento dell'uragano è solitamente compreso tra est e nord-est, tanto che i Caraibi, il Messico e gli Stati meridionali degli Stati Uniti sono quelli che di solito vengono colpiti. L'eccezionalità di questo uragano è che invece era diretto a nord e che è arrivato così lontano.
Ora, perchè si tratta di una notizia che deve preoccupare e tantissimo? Perchè l'uragano (come il tifone che si crea nel Pacifico) per "vivere" ha bisogno di assorbire calore. La temperatura dell'acqua alta, serve proprio a questo: a dare al sistema calore ed umidità; senza questi due elementi, l'uragano si indebolisce, diventa una tempesta tropicale, si sfrangia e si trasforma in un temporale ordinario. Per questo che gli uragani vanno verso est: assorbono calore dal mare interno, che conserva meglio il calore, del Mar dei Caraibi o del Golfo del Messico e, qualche volta, se arriva sulla terra, anche quello degli altopiani messicani. Se vanno altrove, si indeboliscono rapidamente, perchè l'acqua del mare, sempre più fredda, non consente loro di agire con la loro potenza distruttiva. Il fatto che questo uragano sia potuto arrivare così in alto (New York si trova a 40° nord, vuol dire che l'uragano ha attraversato in direzione nord un terzo della Terra) conservando la sua potenza, significa che il mare era abbastanza caldo da sostenerlo, anche se a livello 1 (che significa pur sempre raffiche di vento a 150 Km/h). Ma un mare troppo caldo così a nord è preoccupante, perchè questo rischia di aumentare lo scioglimento dei ghiacci.
Non so quanti abbiano visto il film "The day after tomorrow", di alcuni anni fa. In esso si immaginava proprio questa situazione: un eccessivo scioglimento dei ghiacci che cambia la direzione della Corrente del Golfo (una corrente che trasporta il calore dall'equatore all'emisfero nord, consentendo la presenza di un clime relativamente mite) con la conseguenza che nel giro di poche settimane quasi tutti gli Stati Uniti, tutta l'Europa fino alla Russia asiatica subiscono un'era glaciale. Naturalmente è un film, si potrà dire. Il che è vero; ma alcuni presupposti scientifici non sono totalmente campati in aria. Un eccessivo surriscaldamento dell'Atlantico (parliamo di 3-5 gradi di temperatura), potrebbe avere conseguenze sconvolgenti per il clima. E un ciclone che riesce ad arrivare a New York è un brutto segnale in questo senso.

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di Antonio Rispoli
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