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Tre uomini sono stati torturati e gettati tra le fiamme

Madagascar, linciato italiano con accusa di traffico organi

Avrebbero rapito, ucciso e mutilato bambino di 8 anni

Madagascar, linciato italiano con accusa di traffico organi
04/10/2013, 19:53

ROMA - E' italiano uno dei due europei uccisi dalla folla in Madagascar perché sospettati di traffico di organi. Lo conferma la Farnesina, dopo che la polizia locale ha fatto sapere di aver recuperato un passaporto italiano accanto ai corpi ritrovati carbonizzati. Secondo i quotidiani, l'uomo si chiamava Roberto Gianfalla, 50 anni, originario di Palermo, con doppia cittadinanza, italiana e francese. Diplomato in Francia in una scuola alberghiera, Gianfalla aveva girato il mondo e lavorato anche in America.

L'uomo è morto a seguito di un linciaggio a Nosy Be, paradiso turistico dell'isola, dopo il rapimento e l'assassinio di un bambino di 8 anni, il cui corpo sarebbe stato ritrovato con orrende mutilazioni: secondo alcune testimonianze dei residenti, infatti, la rabbia della folla è stata scatenata prima dalla sparizione del piccolo, poi dal ritrovamento del suo corpo privo di vita, a cui sarebbero stati asportati occhi, lingua, pene e parte degli organi.

A quel punto è partita la caccia all'uomo, fino a quando, alle 5 del mattino, la folla ha ha fermato i due 'vazaha', come vengono chiamati i 'bianchi, li ha aggrediti, picchiati e torturati, poi, dopo aver acceso un falò, li ha gettati tra le fiamme sulla spiaggia di Ambatoloaka. In serata, infatti, la medesima sorte è poi toccata allo zio del bambino, accusato di averlo rapito e di averlo consegnato nelle mani dei due europei. Non è ancora chiaro, peraltro, se le tre vittime siano state arse vive. 

La folla, dal canto suo, fornisce la propria versione dei fatti a un cronista dell'Afp: "Il nostro obiettivo erano i colpevoli. Si tratta di giustizia pubblica, li abbiamo uccisi. Ma non abbiamo niente contro gli stranieri. Non ci saranno problemi per chi visita l'isola", ha detto un residente della capitale, Hell-Ville. Altre testimonianze parlano del fatto che la folla si è prima assicurata della colpevolezza dei due europei prima di ucciderli avendo come prova un video.

Tuttavia, per il Centro nazionale trapianti, l'omicidio del bimbo non può nascondere un traffico illecito di organi, perché "non solo non esistono trapianti di lingua e genitali" ma perché gli organi devono "essere prelevati da un medico in condizioni sterili in una sala operatoria, e immessi in liquido di perfusione, non prelevati all'aperto o in una camera mortuaria, perché si infetterebbero. Dovrebbero quindi esserci in Madagascar una sala operatoria clandestina e un chirurgo capace di compiere clandestinamente un intervento complesso. E' tecnicamente impossibile".
Sei persone, intanto, sono già state arrestate in Madagascar in connessione con il linciaggio.

 

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di Flavia Stefanelli
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