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Bagnasco ai giovani: “non siate naufraghi della vita”

Madrid, alla GMG giornata dedicata alla catechesi


Madrid, alla GMG giornata dedicata alla catechesi
17/08/2011, 11:08

Continua la XVI edizione della giornata mondiale della gioventù, la giornata di oggi è dedicata alla catechesi. Stamane il Card. Bagnasco, presidente della CEI, ha tenuto la sua catechesi in piazza ai giovani invitandoli a non essere “dei vagabondi senza casa e senza terra, naufraghi della vita, che vivono alla giornata come viene, per i quali ciò che conta è quanto sta loro davanti momento per momento”. Ed una proposta: trovare in Dio la risposta ai “grandi interrogativi che emergono dal cuore stesso dell’uomo”. Una catechesi importante quella pronunciata questa mattina a Madrid dal card. Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani, per i giovani di lingua italiana. Il cardinale è partito ponendosi la domanda se “è ancora possibile credere”, “immersi come siamo in una mentalità scientista e tecnologica, dove sembra che la realtà coincida solo con ciò che si può vedere e toccare, sperimentare”. “Sono domande non astratte – ha aggiunto - che entrano nella carne di ciascuno, e dalle quali sempre meno potremo sfuggire vivendo in un mondo globalizzato e in una società multiculturale”. Citando autori come Quasimodo e Camus, il cardinale ha detto: “L’uomo non solo vuole vivere, ma vuole sapere: vuole conoscere il mondo, ma anche il perché e il significato del mondo, e, innanzitutto, di se stesso. L’esperienza insegna che vivere non è consumare delle cose e del tempo, non è un calendario di giorni, ma è un intreccio di significati, un orizzonte di senso. È conoscere non solo gli scopi immediati delle nostre azioni e delle scelte particolari”, ma “il fine ultimo dell’esistenza, è rispondere alla domanda che vibra dentro ciascuno: perché, per che cosa vivo?”. Il cardinale ha quindi proposto ai giovani pellegrini di Madrid di puntare a Dio. “Dio – ha detto - si presenta all’uomo come la risposta al suo essere paradosso di miseria e di grandezza, posto com’è sulla linea di confine tra finitezza e infinito, tempo ed eternità”. Non è una proposta fondata sul nulla perché “se ascoltiamo le voci profonde del cuore sentiamo che ognuno di noi è una struggente nostalgia, un mendicante di Assoluto, una sinfonia incompiuta. Per questo l’uomo si spiega solo con Dio”. A questo punto, il cardinale si lascia andare ad una sua personale esperienza. “Quante volte – negli innumerevoli campi estivi con i giovani della mia Parrocchia – mi sono incantato davanti all’universo... Quante volte, nella solitudine e nel silenzio della notte mi sono piegato per la commozione davanti al cielo stellato e al profilo dei monti. Sì, posso dire con tanti, spero con tutti voi, che ho toccato Dio, ho visto nel buio la Luce: nell’oscurità l’Invisibile mi ha visitato”. In Dio dunque trovano risposta “i grandi interrogativi che emergono dal cuore stesso dell’uomo”. È per questa ragione – ha detto Bagnasco - che “la Chiesa non potrà mai tacere: essa ha la missione di annunciare Dio”. “Per questo non possiamo accettare che Dio venga confinato nella sfera individuale come se non avesse nulla a che fare anche con la società degli uomini, come se non c’entrasse con tutto l’uomo, sia nella sfera privata che in quella pubblica, come se non segnasse con la sua presenza ogni dimensione e ambiente”.



 

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di Fabio Iacolare
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