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Migliaia in piazza per chiedere una riforma elettorale

Malesia: ''la primavera araba'' contagia il paese

Ignorati i messaggi intimidatori del governo, 500 arresti

Malesia: ''la primavera araba'' contagia il paese
09/07/2011, 11:07

KUALA LUMPUR (Malesia) - A nulla sono servite le misure preventive e restrittive di chiusura delle strade e delle stazioni più importanti di Kuala Lumpur e i messaggi intimidatori lanciati dal governo su possibili azioni legali, per bloccare il vento e la speranza di cambiamento, che da giorni incoraggia migliaia di persone a scendere in strada alle grida di "Viva la gente" con dei palloncini gialli e fiori, per dare una nuova luce al futuro del paese.

Stamani ancora scontri tra polizia e manifestanti, gli agenti, in tenuta antisommossa, hanno sparato gas lacrimogeni e usato gli idranti per disperdere migliaia di dimostranti in tre diverse zone della capitale malese.

La polizia ha poi riferito di aver arrestato nella giornata di ieri 514 persone, tra cui 36 donne, accusati di aver preso parte a raduni non autorizzati.

La manifestazione, la più grande dai tempi dell'indipendenza, organizzata da una raggruppamento sostenuto dall'opposizione che si chiama Bersih (Pulito), in vista delle elezioni generali previste nel 2012, chiede una riforma elettorale che porti a elezioni più trasparenti e oneste.

La richiesta di riforma elettorale nasce dalle accuse di frode delle ultime votazioni, messe in atto dal partito al governo per poter mantenere il potere: compravendita di voti, problemi nel voto per corrispondenza, manomissioni nelle macchine che conteggiano le preferenze.

Il governo guidato da Najib Razak, deve anche dar conto a un crollo di preferenze dovuto a discriminazioni religiose.
Infatti molte politiche nazionali, privilegiano apertamente i cittadini di etnia malay (il 58% della popolazione), rispetto alle altre componenti sociali e religiose minori.



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di Zaccaria Pappalardo
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