Dal mondo / Medioriente

Commenta Stampa

35 ostaggi morti. Notizie in continuo aggiornamento

Mali: Da Al Jazeera nuovi tragici sviluppi


Mali: Da Al Jazeera nuovi tragici sviluppi
17/01/2013, 15:00

ALGERI -  Si susseguono in maniera confusa le notizie da Algeri. In un primo momento era stato comunicata la fortunata fuga di alcuni ostaggi, adesso, attraverso il canale di  Al Jazeera, sono stati rese ufficiali tragici sviluppi. I  trentacinque ostaggi stranieri detenuti nel sito petrolifero di In Amenas ed i 15 sequestratori, tra cui  Abou Al Bara uno dei  massimi capi, sarebbero stati colpiti compiendo un vero massacro. Tale sterminio sarebbe dovuto al raid aereo con cui le forze algerine hanno cercato di riprendere il controllo del campo, luogo in cui  vi erano prigionieri da un giorno uomini di diversa nazionalità e catturati dai terroristi di Al Qaeda. Sembra, ma ancora tutto in fase di ricostruzione, che l’attacco sia avvenuto mentre si procedeva allo spostamento all’interno del territorio circondato. Nonostante sia stata richiesta la sospensione degli interventi militari delle unità di sicurezza e dell'esercito algerino per evitare il peggio, continuano a sorvolare il territorio gli elicotteri dell'esercito algerino, bombardando il campo. Nell’intervento militare sembrano siano rimasti coinvolti due giapponesi.









Aggiornamento a cura di Rosa Alvino



TUNISI – Sono  circa 30 gli ostaggi algerini che sono riusciti a fuggire al sequestro dei terroristi che da ieri  stanno mettendo sotto assedio il sito di In Amenas. Queste  sono le notizie  che   riporta la stampa, facendo riferimento alle fonti della sicurezza. Intanto, secondo l’identikit, rilasciato  da uno degli ostaggi liberati, tra i terroristi  che hanno il controllo della situazione ci sarebbe un uomo dai tratti somatici occidentali  che sembra non avere dimestichezza con la lingua araba.

Aggiornamento a cura di Rosa Alvino


ALGERI – Non si placa lo scontro a Mali tra le truppe francesi e gli islamisti del nord del Paese. La guerriglia, giunta al sesto giorno, trova risposta negli interventi terroristici di al Qaeda nel Maghreb Islamico, dove un commando ha attaccato un impianto per l'estrazione del Gas ad Amenas. Nell’attacco è stato coinvolto un uomo di nazionalità britannica, una guardia algerina un francese, secondo quanto riportano alcune fonti. Sembra che siano state ferite sette persone e 41 stranieri siano stati presi in ostaggio. Le notizie che si susseguono sono poco chiare ma tali informazioni sono riportate anche dalle autorità americane. Sembrerebbero 7 gli americani sequestrati, numero confermato dai rapitori ma non dalle autorità americane, 13 norvegesi ed altri uomini di nazionalità francese, inglese e giapponese. Dalle news diffuse da “Le Figaro” ci sarebbero anche altri 400 ostaggi, tra cui 150 dipendenti di una società di catering francese. I sequestratori si trovano nell'impianto gestito dalla britannica Bp, dalla norvegese Statoil e dall'algerina Sonatrach. I terroristi jihadisti, che sono circondati dalle forze di sicurezza algerine, minacciano una strage. Questi sostengono di aver minato il luogo circostante e avvertono di far saltare tutto per una eventuale incursione delle truppe di Algeri. L’intento è quello di colpire l'Algeria che ha trattato con la Francia concedendo agli aerei da guerra europei di sorvolare sul proprio territorio per bombardare i loro "fratelli" in Mali. Per scongiurare altre vittime, la controffensiva è chiara. Si pretende che le autorità francesi pongano fine agli interventi militari , liberando 100 islamisti detenuti nelle prigioni per condurli nel nord del Mali. L'Algeria rifiuta ogni negoziazione con i terroristi, ha concluso il ministro dell'Interno, Dahou Ould Kablia. Il presidente Francois Hollande resta in costante aggiornamento con il governo di Algeri. Pieno sostegno dall’Italia per la Francia, da Roma si concederà "supporto logistico" all'intervento francese in Mali senza dispiegare le truppe da combattimento. Questa è la posizione italiana, come è stato affermato dal ministro degli Esteri, Giulio Terzi, e dal ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola.

Commenta Stampa
di Rosa Alvino
Riproduzione riservata ©