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I due maro' al tg1: "Speriamo che tutto si risolva"

Marò, chiesti dall'Alta Corte 440mila euro per il rilascio dell'Enrica Lexie


Marò, chiesti dall'Alta Corte 440mila euro per il rilascio dell'Enrica Lexie
29/03/2012, 15:03

L'Alta Corte del Kerala ha autorizzato la partenza della petroliera Enrica Lexie. Ma soltanto dopo l'adempimento di alcune condizioni tra cui il pagamento di un deposito vincolato equivalente a 30 milioni di rupie (poco meno di 440mila euro), soldi che servono per assicurare eventuali adempimenti che potrebbero essere richiesti nel processo contro i due marò italiani. La nave e l'equipaggio, ha aggiunto la Corte, dovranno inoltre tornare a Kochi se e quando sarà loro richiesto. Intanto Salvatore Girone, uno dei due marò in carcere in India per la morte di due pescatori, raggiunto dai microfoni del Tg1, ha detto: “Siamo qui, continuiamo ad affrontare questa situazione, finché non arrivi la notizia che tutto si è risolto”. “Ci mettono al corrente di tutto, non ci tengono nascosto nulla, anche perché non ci sarebbe motivo», ha detto invece l'altro fuciliere di Marina, Massimiliano Latorre, in merito agli sviluppi processuali che coinvolgono i due militari. Sui tempi di ripartenza della nave è intervenuto infine l'avvocato V.J.Matthew che ha detto: “La nave potrebbe partire nei prossimi giorni nonostante il vincolo posto dalla Corte”. Riguardo alla richiesta avanzata dagli indiani di tenere a disposizione la nave e l’equipaggio anche una volta rientrati in Italia, l’avvocato ha precisato: “La Corte potrebbe per esempio chiedere all'armatore di presentare il capitano della nave o altri membri dell'equipaggio per eventuali interrogatori oppure per l'acquisizione di altri elementi utili per il procedimento giudiziario”. Giorni fa il proprietario del mercantile, la società di navigazione napoletana Fratelli d'Amato, aveva presentato una petizione all'Alta Corte del Kerala in cui chiedeva il rilascio della Lexie, ancorata al largo della baia di Kochi con 24 membri dell'equipaggio (5 italiani e 19 indiani) e quattro marò dell'unità anti pirateria, sulla base delle ingenti perdite economiche causate dalla sosta forzata.

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di Veronica Riefolo
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