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Chiesta cauzione di dieci milioni di corone

Marò liberi su cauzione

I marò verranno trasferiti nell'ambasciata di New Delhi

Marò liberi su cauzione
30/05/2012, 11:05

L'Alta Corte del Kerala ha concesso la libertà su cauzione ai due marò. A dare la notizia la televisione indiana «all news» Cnn-Ibn. La Corte ha chiesto per i due militari un deposito di 10 milioni di corone (circa 144 mila euro). Inoltre, è stato chiesto a due cittadini indiani di farsi garanti per la loro libertà. I due marò italiani erano stati arrestati lo scorso 19 febbraio e attualmente erano detenuti in custodia giudiziaria presso la Borstal School di Kochi.

Durante l'udienza odierna presso l'Alta Corte di Kochi sulla richiesta italiana di libertà dietro cauzione (bail) per i marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i rappresentanti legali dello Stato del Kerala hanno accettato di rinunciare ad utilizzare per l'accusa nei loro confronti gli argomenti contenuti nel cosiddetto 'Sua Act' per il contrasto del terrorismo internazionale.
A quanto si apprende da fonti della delegazione italiana, l'avvocato che rappresentava gli interessi dello Stato del Kerala è intervenuto nel dibattito su questo argomento rinunciando ad insistere nell' applicazione di una Convenzione la cui terza sezione, dai termini duri, avrebbe praticamente impedito di prendere in considerazione il beneficio della libertà su cauzione. Il legale ha comunque chiesto che, nel caso di una concessione della clausola del "bail", il giudice ponga strette norme per garantire la reperibilità dei marò in occasione di un futuro processo. La convenzione, nota come «Sua Act» (Suppression of Unlawful Acts against the Safety of Maritime Navigation, 1988) o anche «Convenzione Lauro» (perché nata in seguito al dirottamento dell'Achille Lauro) era stata citata dai rappresentanti del Kerala per giustificare l'applicabilità delle leggi indiane in acque internazionali. In particolare, il "Sua Act" definisce il "terrorismo marittimo" come dirottamento di una nave, violenza contro le persone che si trovano a bordo o danneggiamento della nave o del suo carico. Secondo l'accusa indiana, nella definizione di "nave" rientrava anche quello del peschereccio "attaccato" dalla petroliera Enrica Lexie.
L'Alta Corte del Kerala avrebbe ovuto decidere domani sulla richiesta di libertà dietro cauzione avanzata dai due marò arrestati con l'accusa di aver ucciso due pescatori. Il tribunale di secondo grado di Kochi ha esaminato in mattinata il ricorso di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone in cui si chiede la libertà provvisoria. Dopo aver sentito le parti che hanno illustrato le rispettive posizioni, il giudice N.K. Balakrishnan aveva rinviato la sentenza nell'udienza di domani. Secondo la fonte, la sensazione generale che è emersa dalla seduta è che ci potrebbe essere un «flessibilita» dell'Alta Corte sull'ipotesi della concessione del «bail» (libertà dietro cauzione) in cambio di precise garanzie sulla presenza dei due marò. In particolare, il rappresentante del governo federale, il cui parere era stato richiesto dai giudici la scorsa settimana, ha riferito la necessità di stabilire delle condizioni contro il rischio di fuga e ha precisato che è possibile la concessione di un visto temporaneo da parte del ministero degli Esteri nel caso in cui i due militari italiani siano messi in libertà vigilata. Nel caso di concessione del bail, l'ipotesi è di un trasferimento dei marò, attualmente detenuti in un ex riformatorio a Kochi, nell'ambasciata italiana a New Delhi. Lunedi scorso il governo del Kerala aveva presentato ai giudici il suo parere negativo sulla libertà dietro cauzione. L'Alta Corte del Kerala si è già occupata ieri della vicenda quando ha respinto il ricorso italiano contro l'applicabilità delle leggi indiane infliggendo un ammenda di 200 mila rupie (circa 2.800 euro) ai marò e di 20 mila rupie (288 euro circa) agli eredi dei due pescatori uccisi lo scorso 15 febbraio che si erano costituiti come parte in causa contro la petizione italiana.
 

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di Veronica Riefolo
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