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"Non lasci paese senza autorizzazione"

Marò, l'India trattiene ambasciatore italiano

Dovrà conferire alla Corte Suprema il prossimo 18 marzo

Marò, l'India trattiene ambasciatore italiano
14/03/2013, 10:47

INDIA - Il braccio di ferro tra Italia e India si fa sempre piu' impegnativo. La Corte Suprema indiana ha inviato oggi una comunicazione all'ambasciatore d'Italia Daniele Mancini in merito alla vicenda dei maro', chiedendogli di ''non lasciare il Paese''.

"La corte ha emesso ordini in base ai quali l'ambasciatore non lascera' il paese", ha dichiarato Subramanian Swamy, avvocato e politico che e' stato presente oggi all'udienza della Corte Suprema che ha chiesto all'ambasciatore Mancini di spiegare, entro lunedi' prossimo, le ragioni del cambio di posizione dell'Italia riguardo al rientro dei due maro' in India, che era stato fissato per il 22 marzo. La Corte ha inoltre ricordato che il diplomatico italiano aveva personalmente assicurato che i due militari avrebbero fatto rientro al termine della licenza di quattro settimane concessa per permettere loro di votare.

Il massimo organo giudiziario di New Delhi ha precisato che non e' necessario che il diplomatico italiano si presenti di persona, ma sara' sufficiente che fornisca una memoria. La Corte Suprema intende avere spiegazioni sulla decisione dell'Italia di non far ripartire per l'India i maro' dopo la licenza di quattro settimane, contrariamente a quanto promesso nella dichiarazione giurata firmata dall'ambasciatore. Ieri il politico Subramanian Swamy, presidente del partito dell'opposizione Janata Party, aveva presentato una petizione alla Corte Suprema per chiedere un'azione legale contro l'ambasciatore italiano per il reato di ''oltraggio alla Corte''.

La decisione e' definita "storica" dalla stampa indiana che segue con grande rilievo la vicenda dei due maro'. Una fonte del ministero degli Esteri indiano ha ammesso che New Delhi non puo' obbligare l'ambasciatore italiano in India a rimanere nel Paese perche' questo contravverrebbe alla Convenzione di Vienna che garantisce ai diplomatici piena liberta' di movimento.

"Spetta all'ambasciatore italiano decidere", ha detto il funzionario, rimasto anonimo. "E' chiaro che gode dell'immunita' diplomatica in base alla Convenzione di Vienna. Non abbiamo il diritto di limitare i sui movimenti". 

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di Veronica Riefolo
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