Dal mondo / Asia

Commenta Stampa

Intanto l’ennesimo rinvio: carcere per altri 14 giorni

Marò: l’Italia non pagherà più 10 mln di rupie alle vittime

New Delhi ha bocciato l’accordo extragiudiziale di martedì

Marò: l’Italia non pagherà più 10 mln di rupie alle vittime
30/04/2012, 18:04

NEW DELHI – Massimiliano Latorre e Salvatore Girone dovranno rimanere dietro le sbarre almeno per altri 14 giorni. Non lascia presagire nulla di buono la nuova decisione del Tribunale di Kollam, che sul caso dei due marò italiani, con un rinvio dietro l’altro, continua a prendere tempo. Ma al di là della decisione, scontata, di prolungare il carcere preventivo di altre due settimane per i due nostri militari, la vera novità riguarda l’accordo extragiudiziale, con il quale il governo italiano e i familiari dei due pescatori uccisi in India erano riusciti, martedì scorso, a trovare un’intesa. La Corte Suprema del Kerala, infatti, ha bocciato tale accordo: le obiezioni dei giudici riguardano in particolar modo la decisione dei familiari dei due pescatori di ritirare le accuse contro i due marò, dopo aver ottenuto dall’Italia un risarcimento di 10 milioni di rupie (circa 150.000 euro). L’intesa raggiunta dal governo italiano era stata siglata presso una corte popolare (con il via libera dell’Alta Corte del Kerala) ed era stata definita da Roma come “un atto di generosità al di fuori del contesto giuridico”: ma la Corte Suprema di New Delhi, vedendo in questo “un tentativo di aggirare il processo legale indiano”, ha deciso di bloccare il versamento della somma di denaro che sarebbe dovuto finire nelle tasche dei familiari dei pescatori uccisi. Quanto al processo che pende sul capo di Latorre e Girone, il magistrato capo di Kollam, dopo l’udienza di oggi, ha convocato la prossima udienza per l’11 maggio, vale a dire prima della scadenza naturale delle nuove due settimane di custodia. E, mentre i due marò sono stati riaccompagnati all’interno del penitenziario di Trivandrum, in Italia sono sempre più forti gli appelli che chiedono di riportare a casa i nostri connazionali prima possibile.

Commenta Stampa
di Antonio Formisano
Riproduzione riservata ©