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La visita dopo le polemiche per il ritardo negli aiuti

Marea Nera, oggi Obama arriva in Louisiana


Marea Nera, oggi Obama arriva in Louisiana
02/05/2010, 10:05

NEW YORK – Oggi Barack Obama sarà in Louisiana per controllare da vicino i danni causati dalla “Marea Nera”. Il petrolio proveniente dal pozzo della Bp, continua intanto a sgorgare e non accenna a diminuire: la macchia di greggio potrebbe arrivare nell’Atlantico.
Il blitz di Obama è stato deciso all’ultimo minuto, a seguito delle polemiche sulla lentezza negli aiuti da parte del governo federale. “Per Haiti si sono mobilitati subito” -  ha tuonato Tony Buffone, pescatore italoamericano di Venice – “mentre noi dobbiamo aspettare”. La marea nera “minaccia le nostre coste, la nostra cultura e il nostro modo di vita”- ha aggiunto il governatore Bobby Jindal-“Sono stanco di aspettare che Bp tiri fuori un piano e che la Guardia Costiera lo approvi”.
La visita di Obama nel Golfo è stata accuratamente studiata per evitare che il presidente ripeta l’errore del presidente George W. Bush, che nel 2005 sorvolò con l’Air Force One New Orleans colpita al cuore da Katrina, dando così un senso tangibile del suo distacco dalla tragedia che a terra stava vivendo e uccidendo il paese reale. Intanto aumentano le polemiche per il comportamento di Bp: il colosso britannico del petrolio, che non aveva messo in conto la possibilità di un incidente come quello della Deepwater Horizon, adesso è a corto di soluzioni e ha chiesto aiuto alle società rivali perchè diano una mano a risolvere l’emergenza che, secondo gli esperti, sarà peggio di quella della Exxon Valdez.
La Guardia Costiera ha ammesso ieri che è “impossibile quantificare” il petrolio uscito dalle falle provocate dall’affondamento della piattaforma petrolifera esplosa il 20 aprile. Secondo un crescente numero di esperti, la macchia di petrolio è triplicata negli ultimi due giorni, il che potrebbe indicare che a 1.500 metri sotto il mare la perdita è aumentata di intensità. E se, come ha previsto Hans Graber, oceanografo del Center for Southeastern Tropical Advanced Remote Sensing dell’Università della Florida, la marea nera dovesse essere intercettata dalla corrente del Golfo, il disastro arriverebbe in un batter d’occhio nel sud della Florida e da lì sulle coste atlantiche dello Stato: secondo Graber “non è più questione di se ma è questione di quando”.

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di Redazione
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