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Marocco, una terra inebriante e misteriosa


Marocco, una terra inebriante e misteriosa
08/10/2013, 12:29

Il Marocco, un Paese che non smette mai di stupire. Tanti registi si sono ispirati al fascino esotico del deserto e delle sue città imperiali: da Humphrey  Bogart fino al film più recente “Marakesch Express” di Gabriele Salvadores. Rabat, bellissima capitale del Marocco, è stata inserita dall’Unesco nella lista dei patrimoni dell’umanità. La città custodisce tra vicoli e distese interminabili di sabbia, monumenti  di  grande  bellezza e, soprattutto, artigianato di qualità: gioielli, tappeti, pelletteria e ceramiche. Ogni domenica si tiene un grande mercato nella Medina, protetta dalla muraglia degli andalusi  del XVII secolo, dove è possibile acquistare di tutto, anche il famoso olio di argan, ottimo per idratare pelle e capelli. Visitare questi luoghi è un’ottima  occasione per esercitare e perfezionare  l’arte  della  contrattazione: mai avere fretta, perché altrimenti si perde l’affare (per una sciarpa ti chiedono 25 euro, per poi dartela a 3 euro). Con  pochi  dirham (moneta locale), si può trovare uno dei prodotti più amato dalle  signore, il kajal, che dona uno sguardo misterioso e affascinante. Naturalmente non si può lasciare la Medina senza aver fatto sulla mano o su un piede la famosa decorazione all’henne’: pochi minuti e  si porta a casa un meraviglioso ricordo del Marocco.

Esotica e principesca è invece Marrakech, un po’ africana e un po ‘ andalusa, la città non smette di ammaliare con mura, giardini, palazzi sontuosi dell’età dell’oro.  Si  può fare uno shopping sfrenato, degustare le tajene e rilassarsi con una buona tazza di the alla menta in uno dei famosi bar di tendenza nella piazza Jemaa El Fna, oppure  farsi coccolare in una Spa della città, dove il rituale del benessere è al primo posto. E che dire del mercato più grande del mondo, il Souk, con ottomila negozi dove vien voglia  di comprare tutto (anche babouche d’oro e d’argento) e si passeggia in compagnia di giocolieri, cantastorie, incantatori di serpenti, acrobati e maghi. Marrakech è anche la capitale della movida, si possono fare quattro salti nelle discoteche all’ultimo grido. I grandi alberghi da mille e una notte, accolgono i visitatori tra profumi di datteri e cedro.

La città più caotica è Casablanca, piena di colori, di spezie e panorami mozzafiato sull’oceano Atlantico. I suoi abitanti la chiamano “Casa” ed è la città più popolosa dell’Africa, dopo il Cairo. La caratterizza un traffico selvaggio dove nessuno rispetta le regole della precedenza, a discapito anche dei pedoni costretti a correre sulle strisce.

La vita quotidiana dei marocchini conosce un momento di relax mangiando lumache per strada, di cui bevono anche il brodo di cottura. Nelle viuzze ad un gradevole odore di noccioline tostate si accompagnano le grida dei bambini che scalzi  giocano a pallone e naturalmente approfittano per  chiedere soldi  ai turisti. Infine non si può andar via dal Marocco senza passare per la Villa  Majorelle di Yves Saint Laurent,che ne aveva fatto un buen retiro con Pierre Berge’, trovando quiete e ispirazione.  

Inshallah (se Dio vuole) al prossimo congresso fijet! 

di Margherita Arancio 

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di Redazione
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