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Aleppo è la città più colpita dalle violenze del paese

Massacri in Siria: almeno 20 soldati uccisi dai ribelli

L'ultimo bombardamento ha causato almeno 27 morti

Massacri in Siria: almeno 20 soldati uccisi dai ribelli
10/09/2012, 18:29

ALEPPO (SIRIA) – Sono stati giustiziati 20 soldati dell’esercito siriano dai ribelli in un’esecuzione sommaria ad Aleppo. Lo ha riferito l’Osservatorio siriano per i diritti umani. I militari erano stati catturati durante un attacco nel distretto di Hanano. I cadaveri sono stati ritrovati con le mani legate dietro la schiena. Sono stati ammassati uno sull’altro. Ed è proprio l’Osservatorio a lanciare l’allarme, ad Aleppo la situazione umanitaria è la più drammatica di tutta la Siria. È una città martoriata dalle bombe e dai caccia governativi, in molti quartieri manca l’acqua potabile da due giorni. I bombardamenti stanno flagellando i quartieri dei ribelli di Bustan al Qasr, Hanano, Shaar, Hayak, Shaykh Khodr e Maysar. L’ultimo attentato vicino al quartiere dello stadio ha causato almeno 27 morti e 64 feriti. Anche la capitale Damasco continua a essere bersagliata dalle forze di opposizione al regime e dai lealisti. Nella città sarebbero stati trovati oggi i cadaveri di 36 persone, tra cui anche donne giustiziate dalle forze fedeli al presidente della Siria.
Nella giornata di apertura della ventunesima sessione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra, Ban Ki Moon ha rinnovato l’appello affinché tutti i responsabili di crimini di guerra in Siria siano portati di fronte alla giustizia, ha dichiarato di essere “molto preoccupato per i bombardamenti aerei su zone abitate da civili da parte delle forze governative, dall’aumento delle tensioni, dal deteriorarsi della situazione umanitaria e dall’apparente scelta di entrambe le parti di perseguire una soluzione attraverso la forza piuttosto che il dialogo”. Non deve essere dimenticato quanto sta avvenendo in Siria. Il successore di Kofi Annan in quanto nuovo inviato speciale dell’Onu e della Lega araba per la Siria, Lakhdar Brahimi ha dichiarato: “Mi attende una missione molto difficile, ma non posso rifiutare al popolo siriano l’assistenza di cui ha bisogno. Mi recherò in Siria nei prossimi giorni per incontrare funzionari e membri della società civile nella capitale e in altre città”. Un resoconto delle vittime in Siria porta un numero terribilmente elevato. Sono 27 mila le persone molte dall’inizio delle violenze, 18 mesi fa. La Commissione Onu sta lavorando per redigere una lista riservata di persone responsabili di queste violenze. Una prima discussione si avrà il 17 settembre a Ginevra, poi toccherà all’Onu ottenere il via libera di tutti i membri per poter chiedere alla Corte Penale Internazionale di andare avanti.

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di Emanuele De Lucia
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