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Contemporaneamente la protesta nazionale contro i narcos

Messico: trovati 59 cadaveri in otto fosse comuni

La macabra scoperta è avvenuta al confine con gli Usa

Messico: trovati 59 cadaveri in otto fosse comuni
07/04/2011, 08:04

SAN FERNANDO (MESSICO) - Nella giornata della mobilitazione nazionale messicana contro il narcotraffico, contemporaneamente alle manifestazioni organizzate in quasi 40 città del Messico per protestare contro la presenza dei narcotrafficanti nel Paese e per chiedere al governo una forma di lotta più efficace contro i signori della droga, almeno 59 cadaveri sono stati trovati in otto "narco-fosse" in un ranch di San Fernando, comune nel nord del Messico, localizzato nello stato di Tamaulipas, alla frontiera con gli Stati Uniti. Ma fonti locali precisano che il numero dei cadaveri potrebbe aumentare, dato che le autorità hanno riferito dei corpi ritrovati soltanto in tre delle otto fosse.
La macabra scoperta sarebbe avvenuta nel corso di un'operazione congiunta delle forze di sicurezza locali e federali. Gli inquirenti non escludono la possibilità che i corpi rinvenuti appartengano ai passeggeri di alcuni autobus scomparsi il 25 marzo scorso. Tuttavia gli elementi a disposizione non permettono ancora di stabilire se i corpi ritrovati nelle fosse corrispondano o meno ai passeggeri scomparsi. Questi ultimi, probabilmente, erano clandestini diretti verso la frontiera con gli Stati Uniti, poi sequestrati dai narcotrafficanti. A seguito della denuncia del sequestro, i responsabili di alcune linee di autobus che coprono la rotta verso gli Stati Uniti avevano deciso di sospendere il servizio per motivi di sicurezza.
Nel corso dell'operazione sono anche state liberate 5 persone tenute prigioniere. Altri 11 uomini, invece, sono stati arrestati.
Già lo scorso agosto, nei pressi di San Fernando, le autorità messicane avevano scoperto i cadaveri di 72 persone, 72 migranti dell'America del Centro e del Sud, che secondo un testimone sarebbero state sparate e uccise da alcuni esponenti del cartello del narcotraffico dei Los Zetas.
Il presidente messicano Felipe Calderon ha duramente condannato il massacro, definendo "vigliacchi" i gruppi criminali responsabili delle violenze nel Paese, specialmente a Tamaulipas.

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di Vanessa Ioannou
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