Dal mondo / America

Commenta Stampa

L'ex manager punta il dito contro medici senza scrupoli

Michael Jackson, si infittisce mistero sulla morte


Michael Jackson, si infittisce mistero sulla morte
26/06/2009, 20:06

A poche ore dal decesso del re del pop, si fanno strada nuovi dubbi ed in tanti sono quelli che si chiedono cosa ha veramente ucciso Jacko. Ufficialmente si è trattato di un arresto cardiaco, e su questo non discute. I punti non chiari sono altri: cosa ha provocato quell’infarto che poi si è rivelato fatale? Le teorie, come accade in questi casi, non mancano: in attesa dei risultati dell’autopsia (che potrebbero arrivare in non meno di sei settimane) c’è chi parla di medici senza scrupoli che hanno distrutto il cantante, chi di una overdose di farmaci legata alla sua ipocondria, fino a chi formula la terribile ipotesi del suicidio con l’aiuto dei familiari.
Brain Oxman, avvocato e portavoce della famiglia, punta il dito contro i farmaci che assumeva Michael Jackson negli ultimi giorni e che avrebbero dovuto aiutarlo a sostenere l’enorme sforzo fisico necessario per i 50 concerti che doveva tenere a Londra da metà luglio. “Le persone che circondavano Michael lo hanno manipolato”, ha dichiarato.
L’ex manager di Jacko, Tarak Ben Ammar, si scaglia invece contro i medici che lo hanno avuto in cura. “E’ chiaro, - ha detto, - che i criminali in questa vicenda sono i medici che l’hanno distrutto nel corso di tutta la sua carriera, distruggendogli il viso e prescrivendogli medicine per alleviare i dolori”. “Non poteva più dormire senza i sonniferi, - ricorda Ben Ammar, - era diventato ipocondriaco e non si saprà mai se si fosse ammalato per colpa di medici ciarlatani che vivevano di questa malattia”. Di certo, ha concluso, “non ha mai voluto drogarsi”. Secondo il parere dell’ex manager, quindi, Jackson sarebbe stato una miniera d’oro per certi medici senza scrupoli che, approfittando della fiducia conquistata, lo sottoponevano a trattamenti e gli somministravano farmaci sempre più costosi, guadagnando montagne di denaro.
Al momento l’ipotesi più accreditata vuole che a causare la morte sia stata una iniezione di Demerol, un potente antidolorifico derivato della morfina, che se assunto in dosi eccessive può provocare arresti respiratori e cardiaci e potrebbe aver dato il colpo di grazia ad un fisico già fortemente debilitato. L’ipotesi troverebbe conferma nelle parole di uno degli assistenti di Jackson, che avrebbe dichiarato che il cantante aveva difficoltà di respirazione.
E’ noto inoltre che Michael Jackson faceva uso di diversi farmaci, tra antidolorifici, tranquillanti, antidepressivi e sonniferi. Un altro problema era invece di tipo genetico, legato al deficit di alfa 1 anti-tripsina, che gli danneggiava i polmoni e poteva portarlo fino alla necessità di un trapianto. A peggiorare le cose, probabilmente, lo stress a cui il re del pop era sottoposto in vista dei concerti previsti per luglio.

Commenta Stampa
di Nico Falco
Riproduzione riservata ©