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Discorso convincente della first lady alla convention

Michelle: 'Per un'America migliore serve ancora Obama'

'Barack fa quello che ritiene giusto, stiamo al suo fianco'

Michelle: 'Per un'America migliore serve ancora Obama'
05/09/2012, 09:49

Quindici minuti di storie personali, argomentazioni politiche, racconti dell`uomo Barack e del presidente Obama, della loro gioventù e del loro amore, di lotte e ideali, valori e speranze. Un discorso completo, che ha mirato al cuore e alla mente degli elettori, pronunciato dal miglior oratore che potesse intervenire in favore del presidente: la first lady Michelle.

E`salita sul palco della Time Warner Cable Arena di Charlotte, North Carolina, alle 22.49 (le 4.49 in Italia), dopo un video di presentazione (il ritratto di una donna forte, carismatica, dolce) e una lunga attesa: tutti aspettavano lei, la moglie del presidente, la donna con cui, per quattro anni, le americane hanno potuto identificarsi. Dopo il suo discorso, persino il 'keynote address' di Julian Castro, bravo sul podio, finirà nell'ombra. E si parlerà solo di Michelle.

Il racconto delle difficoltà da giovani, dei debiti all'università, degli ideali fermi, contrasta con l'immagine algida data la scorsa settimana da Mitt Romney: due mondi opposti, fa intendere Michelle, dopo un'intera serata di oratori che, prima di lei, avevano messo in luce le contraddizioni del candidato repubblicano e la sua visione completamente diversa del Paese. "Barack non è cambiato, è lo stesso uomo di cui mi sono innamorata" ha detto la first lady, tra le urla incessanti della folla.

"Barack fa quello che ritiene giusto, non quello che conviene politicamente" ha affermato, ricordando la sua battaglia più dura, quella per il diritto alla salute. Un discorso che ha poi puntato sull'istruzione, il duro lavoro, i sacrifici, i pari diritti, il sogno americano, presenza incessante della prima giornata della convention democratica. Un sogno che sembra essersi incrinato con la crisi economica, ma in cui Michelle crede ancora: "Oggi le sfide che affrontiamo ci sembrano opprimenti, impossibili da superare.

Ma non dimentichiamoci che fare l'impossibile è la storia di questo Paese. Possiamo dare a tutti la possibilità di raggiungere il grande sogno americano. Oggi, so per esperienza che se voglio lasciare un mondo migliore alle mie figlie, ai nostri figli, se vogliamo dar loro la speranza di realizzare i propri sogni - ha concluso Michelle - dobbiamo ancora una volta stare al fianco dell'uomo che porterà avanti questo Paese: mio marito, il nostro presidente, Barack Obama".  

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di Veronica Riefolo
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