Dal mondo / Medioriente

Commenta Stampa

Ankara ha deciso di abrogare le sanzioni contro Parigi

Migliorano i rapporti tra la Turchia e la Francia di Hollande

Dopo l'era Sarkozy tra i due Paesi inizia il disgelo

Migliorano i rapporti tra la Turchia e la Francia di Hollande
21/06/2012, 18:06

ANKARA – Niente più gelo, a quanto pare, tra Ankara e Parigi: le relazioni diplomatiche tra i due Paesi, infatti, a differenza degli anni di presidenza di Nicolas Sarkozy, starebbero migliorando. A testimonianza di ciò due decisioni adottate dal governo turco: la prima riguarda la tanto discussa legge, adottata a dicembre dal Parlamento francese, contro il negazionismo del genocidio armeno del 1915, in seguito alla quale si erano definitivamente incrinati i rapporti tra Turchia e Francia. Oggi, il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan fa sapere che il governo di Ankara ha deciso di revocare le sanzioni contro la Francia disposte proprio dopo l’adozione di tale legge. Tra le punizioni che la Turchia aveva deciso, vi era tra l’altro il richiamo dell’ambasciatore turco a Parigi, la sospensione delle operazioni bilaterali e internazionali con la Francia e la chiusura dei porti turchi alle navi militari francesi.
Che le relazioni tra i due Paesi stiano migliorando, inoltre, lo si capisce anche dalla seconda decisione adottata dal governo turco: il premier turco, infatti, dopo aver incontrato questa mattina in Brasile il nuovo presidente francese Francois Hollande, ha deciso di invitarlo in visita ufficiale in Turchia. In un modo o nell’altro, l’incontro di questa mattina in Brasile, come anche la visita ufficiale che Hollande terrà ad Ankara, rappresentano un disgelo nelle relazioni fra Turchia e Francia, dopo anni di tensioni durante la presidenza del conservatore Nicolas Sarkozy, principale oppositore nell’Ue a una adesione della Turchia. Di sicuro l’elezione di Hollande in Francia ha riacceso in Turchia la speranza di una ripresa rapida delle trattative di adesione all’Ue, iniziate nel 2005 ma praticamente ferme da due anni, a causa proprio dell’opposizione della Francia.

Commenta Stampa
di Antonio Formisano
Riproduzione riservata ©