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Nuovamente rotta di collisione tra i due popoli

MO: Muore detenuto, Anp e Hamas attaccano Israele

Il ministro palestinese: "Un crimine orrendo"

MO: Muore detenuto, Anp e Hamas attaccano Israele
02/04/2013, 19:21

RAMALLAH/TEL AVIV - Palestinesi e israeliani sono nuovamente in rotta di collisione dopo la morte oggi, in un ospedale di Beer Sheva, nel Neghev, del detenuto Maysara Abu Hamadiya, palestinese di 64 anni, malato di un tumore alla gola. “Un crimine orrendo... E' stato tenuto legato al lettino perfino nelle ultime ore di vita”, si è indignato il ministro palestinese per i prigionieri, Issa Karake. E la protesta è subito dilagata: nelle carceri israeliane, dove sono reclusi quasi 5.000 palestinesi; nelle strade della Cisgiordania, dove si sono avuti scontri e lanci di bottiglie incendiarie; e nella Striscia di Gaza, da dove sono stati sparati due colpi di mortaio verso il Neghev. Per il presidente palestinese, Abu Mazen, non ci sono dubbi sulla responsabilità israeliana nella morte di Abu Hamadiya. “Israele si comporta in modo brutale contro i nostri combattenti della libertà”, ha affermato. Secondo l'Anp, vi sono state gravi negligenze mediche da parte delle autorità carcerarie. All'autopsia dovrà essere presente un esperto imparziale, ha aggiunto l'Anp, secondo cui è necessario che una commissione internazionale conduca inoltre un'inchiesta sull'intera vicenda. Si tratta peraltro, viene fatto notare, del secondo detenuto palestinese morto in una prigione israeliana negli ultimi due mesi. Hamas, da parte sua, rileva che nelle prigioni di Israele ci sono altri 25 detenuti malati di tumori. Originario di Hebron, poco più che ventenne Abu Hamadyia è entrato nel braccio armato di Al-Fatah, operando in Libano e Siria. Nel 1976 è stato arrestato da Israele ed esiliato in Giordania. Su perorazione personale del leader dell'Olp, Yasser Arafat, dopo gli accordi di Oslo sarebbe rientrato nei Territori, ottenendo il grado di generale e un incarico di responsabilità nella Sicurezza palestinese. Ma nel 2002, in piena intifada armata, Abu Hamadyia è tornato nelle mani di Israele: accusato questa volta di aver organizzato un attentato suicida in un caffè di Gerusalemme, sventato in extremis. Ormai, secondo Israele, agiva per conto di Hamas: ma questa circostanza non trova conferma nei Territori. Condannato a 25 anni di detenzione, Abu Hamadiya si sarebbe visto poi trasformare la pena in un ergastolo. “Era un terrorista, aveva le mani intrise del sangue di israeliani”, ha detto Miri Reghev (Likud Beitenu), presidentessa della commissione parlamentare per le questioni interne. Secondo l'avvocato Rami al-Alami, fra agosto e settembre Abu Hamadya è stato ricoverato due volte: gli fu allora diagnosticato, afferma, un tumore all'esofago. Il servizio carcerario israeliano replica che il tumore, alla gola, è stato scoperto solo a febbraio. Le pratiche per la sua liberazione anticipata sono iniziate la settimana scorsa, ha aggiunto un portavoce del servizio carcerario, ma il deperimento fisico e' stato molto più rapido. Domani nei Territori sarà osservato il lutto nazionale. Alla fine della settimana i funerali di Abu Hamadiya potrebbero innescare proteste ancora più vaste. Hamas, da Gaza, soffia sul fuoco ed invoca già una nuova intifada. 

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di Valerio Esca
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