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Il Presidente accusa la Romania

Moldova: scontri e violenze dopo le elezioni


Moldova: scontri e violenze dopo le elezioni
08/04/2009, 11:04

La Repubblica Moldava è un ex stato dell'U.R.S.S., annesso dopo il patto Molotov-von Ribbentrop del 1940 (prima faceva parte della Romania) e diventato autonomo dopo la caduta del Muro di Berlino e la frammentazione dell'ex U.R.S.S.. Domenica scorsa vi si sono svolte le elezioni, che hanno sancito, col 50% dei voti, la vittoria dei comunisti. La cosa ha scatenato una rivolta, organizzata dai partiti di opposizione, che accusano i vincitori di brogli. Il Presidente moldavo Vladimir Voronin, dopo avere invitato l'opposizione a non usare la violenza, ha riferito che era stato raggiunto un accordo con l'opposizione per il riconteggio delle schede. Ma l'opposizione ha negato questo accordo e anzi ha dato il via ad una serie di violenze, culminate con l'ingresso forzato dei manifestanti nel Parlamento, dove hanno distrutto tutto quello che hanno trovato e hanno dato fuoco alle macerie. Questo ha causato la morte di una ragazza - intossicata dal fumo - e il ferimento di altre 60, schiacciate dalla calca. Successivamente la Polizia è intervenuta con la forza, riprendendo il controllo della situazione, anche se continua l'afflusso di altre persone da parte dell'opposizione.
A livello di slogan, la contrapposizione è basata sul fatto che mentre i comunisti vogliono mantenere l'indipendenza, l'opposizione vuole un ritorno con la Romania, con cui il Paese mantiene affinità linguistiche, storiche e culturali.
Ma oggi c'è stata una escalation, con il Presidente Voronin che - secondo l'Intefax - ha accusato la Romania di tirare le fila di questo che è stato definito apertamente come un "tentativo di colpo di Stato". E per questo l'ambasciatore rumeno nella Repubblica Moldava è stato dichiarato "persona non grata"; il che indica che presto verrà espulso. Inoltre verrà reistituito in Moldavia il sistema dei visti per coloro che vengono dalla Romania.

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di Antonio Rispoli
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