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SI applica la Convenzione di New York del 1988

Morì in carcere in Messico, responsabili processati in Italia

La vittima è un bancario 34enne, Simone Renda

Morì in carcere in Messico, responsabili processati in Italia
20/12/2010, 15:12

LECCE - Otto persone tra magistrati e guardie carcerarie messicane sono stati rinviati a giudizio dal Gip del Tribunale di Lecce con l'accusa di concorso in omicidio volontario. I fatti accaddero a Playa del Carmen, città turistica messicana, nel marzo 2007. Simone Renda, bancario leccese di 34 anni, stava in vacanza in albergo. La notte del primo marzo si sente male ed esce dall'albergo in mutande, per chiedere aiuto; la Polizia, che lo vede, lo arresta per atti contrari alla pubblica decenza, chiudendolo in una cella del locale carcere senza luce, acqua e cibo. Ma quello che Renda sentiva era un infarto in corso che, non curato ed unito ai trattamenti e alla tortura subita, dopo 42 ore lo portarono alla morte. Per questo il processo si svolge a Lecce: in ossequio alla Convenzione di New York del 1988, laddove una persona sia sottoposta a trattamenti inumani e degradanti da parte delle foze dell'ordine di un Paese straniero, il processo può essere fatto nel Paese dove vive (o viveva in questo caso) la vittima.
Le otto persone che verranno processate sono il giudice qualificatore Hermilla Valero Gonzales, gli agenti della polizia turistica del municipio di Playa del Carmen, Francisco Javier Frias e Josè Alfredo Martinez, il responsabile dell' Ufficio ricezione del carcere di Playa del Carmen, Gomez Cruz, i vicedirettori del carcere municipale, Pedro May Balam e Arceno Parra Cano (subentrato al primo il 2 marzo 2007), le guardie carcerarie Luis Alberto Arcos e Najera Sanchez Enrique.

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di Antonio Rispoli
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