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Esplosioni quasi in contemporanea in diverse città

Morte e terrore in Iraq: dodici attentati fanno 30 vittime

Per il momento non vi sono rivendicazioni

Morte e terrore in Iraq: dodici attentati fanno 30 vittime
19/04/2012, 18:04

BAGHDAD – Dodici attacchi terroristici hanno insanguinato, nel giro di poche ore, diverse città dell’Iraq. Ad essere colpite da questa nuova ondata di violenza sono, oltre alla capitale Baghdad, le città di Kirkuk, Samarra, Baquba, Dibis e Taji: per il momento è di circa 30 persone il bilancio delle vittime, mentre decine sarebbero i feriti.
Il primo attacco è avvenuto a Baquba, nell’est del Paese, dove è saltata in aria un’autobomba che ha provocato la morte di una persona e il ferimento di altre 13. A Dibis, vicino a Kirkuk, è invece esplosa un’altra autobomba, che ha ucciso sei persone e ne ha ferite quattro. A Baghdad ordigni e autobombe hanno preso di mira pattuglie delle forze di sicurezza e il convoglio del ministro della Salute Majeed Hamad Amin, che si stava recando al lavoro. In totale, negli attacchi della capitale sono morti dodici passanti, per lo più in quartieri sciiti.
A Kirkuk, due esplosioni hanno preso di mira una pattuglia della polizia e un ufficiale provinciale, uccidendo tre persone e ferendone 21. A Taji, appena a nord di Baghdad, una bomba è esplosa la passaggio di una pattuglia, provocando il decesso di un passante e il ferimento di sei persone, tra cui tre poliziotti. Poche ore dopo, un altro ordigno ha ucciso due soldati, ferendone altri quattro. A Samarra, infine, un attentatore suicidia si è fatto esplodere nell’auto che stava guidando nei pressi di un posto di blocco controllato dalle milizie sunnite della Sahwa. Cinque membri della milizia sono morti e otto sono rimasti feriti. Colpi di mortaio sono stati sparati anche a Beiji e Tikrit, città natale di Saddam Hussein: qui però non si registrano vittime o feriti.
Sebbene la violenza sia sostanzialmente diminuita in Iraq gli attentati nel Paese continuano: in particolare la violenza è riesplosa dopo il ritiro dei soldati statunitensi, il 18 dicembre scorso, e dopo l’ordine d’arresto emesso contro il vicepresidente sunnita, Tareq al Hashemi, accusato di terrorismo; l’arresto ha scatenato una profonda crisi politica, che è stata accompagnata dai numerosi attentati ai danni di obiettivi sciiti e forze di sicurezza. Quanto agli attentati di queste ultime ore per il momento non vi sono rivendicazioni, ma di sicuro si tratta del bilancio più grave dallo scorso 20 marzo, quando cinquanta persone furono uccise in una serie di attacchi terroristici attraverso il Paese.

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di Antonio Formisano
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