Dal mondo / Europa

Commenta Stampa

Un'arma pensata per funzionare in ogni condizione

Morto Kalashnikov, creò l'arma più costruita al mondo


Kalashnikov con la sua arma
Kalashnikov con la sua arma
23/12/2013, 18:26

MOSCA (RUSSIA) - Le agenzie danno oggi la notizia della morte di Mikhail Kalashnikov, all'età di 94 anni. L'uomo, che soffriva di cuore, è morto oggi in un ospedale di Izhevsk, capitale della Repubblica di Udmurtia, dove viveva. 
Il suo nome è indissolubilmente legato all'arma da lui creata, l'AK 47 (dove le lettere stanno per Avtomat Kalashnikov - cioè fucile automatico Kalashnikov - e il numero sono le cifre dell'anno in cui cominciò la produzione), detto Kalashnikov. Un'arma diffusa in tutto il mondo il oltre 100 milioni di esemplari e costruita in decine di Paesi, dalla Russia alla Cina, dall'ex Jugoslavia ai Paesi della ex Cortina di ferro. 
Il battesimo fu pessimo: si trattava di un'arma che copiava un'arma tedesca, lo Sturmgewehr 44, anche se con alcune modifiche dovute al diverso proiettile usato. Ma la tecnologia russa dell'epoca non era capace di copiare la tecnologia costruttiva tedesca, e i primi modelli si "smontavano" in mano mentre li si utilizzava, perchè le saldature non tenevano. Allora si tornò ad una diversa lavorazione, più lenta ma più adatta, e si ebbe così un fucile mitragliatore in grado di sparare in qualsiasi condizione, anche se sporco di terra o di fango, dalla manutenzione semplice e che richiedeva un addestramento molto ridotto per poter essere utilizzato. Non per niente è diventata l'arma preferita da terroristi e bande criminali: in poche ore chiunque può sparare raffiche che non si disperdono eccessivamente; la contropartita è che la mira lascia alquanto a desiderare. Nonostante questo, si sono spesso scontrati eserciti dove tutti avevano il Kalashnikov: in Cecenia, per esempio; oppure quando la Russia invase l'Afghanistan; e così via. 

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©