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Intanto l'esercito difende i manifestanti anti-presidente

Mubarak: soldi e falsi SMS per mantenere il potere


Mubarak: soldi e falsi SMS per mantenere il potere
03/02/2011, 17:02

IL CAIRO (EGITTO) - Continuano le violenze in Egitto, tra manifestanti che vogliono le dimissioni di Mubarak e coloro che lo sostengono. Ma ci sono seri dubbi tra questi ultimi: ce ne saranno davvero? Il dubbio sorge a giudicare alcune testimonianze. Come quella di Donatella Sulis, una ragazza sarda che da anni vive al Cairo, che tramite Facebook ha diffuso un messaggio in cui asserisce che il Presidente ha pagato coloro che manifestano in suo favore. 500 lire egiziane (60 euro circa) per gli abitanti della capitale, 200 lire (25 euro circa) per chi viene da fuori città. Anche le violenze non sarebbero scatenate da manifestanti pro-Mubarak, ma da poliziotti in borghese, che attirano l'ira degli avversari contrapposti con incursioni con bastoni o lanci di pietre e poi lasciano che siano gli altri a subirne le conseguenze.
Inoltre è arrivata una nota della società telefonica Vodafone che riferisce come i loro rappresentanti in Egitto abbiano avuto l'ordine dal governo di sollecitare i clienti egiziani a mandare SMS di solidarietà a favore del Presidente Mubarak.
A complicare le cose, continuano i provvedimenti contro le TV non allineate. Dopo quelle prese contro Al Jazeera, accusata di essere politicamente contro Mubarak, oggi è toccato a tre dipendenti della televisione polacca TVP. Un giornalista, un cameraman ed un fonico sono stati arrestati senza apparente motivo dalla Polizia egiziana e non se ne sa più nulla; altri due giornalisti della stessa emittente sono stati fermati e poi rilasciati dopo poco tempo.

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di Antonio Rispoli
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