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Le autorità conoscevano il pericolo di azioni violente

Mubarak su massacro in Egitto:"Ci vogliono divisi"

Il Corriere:"Qaedisti ed estremisti dietro l'attentato"

Mubarak su massacro in Egitto:'Ci vogliono divisi'
01/01/2011, 15:01

A quanto pare, il massacro d'Alessandria D'Egitto, non è che l'ennesima tragedia annunciata (ed evitabilissima) che insanguina un paese africano per le lotte tra cristiani e musulmani.
Secondo il presidente egiziano Hosni Mubarak, questi "attacchi puntano a seminare discordiala".  Il Presidente, durantei l suo discorso alla tv di Stato, ha poi assicurato che "
la nazionale dell'Egitto e' la mia prima responsabilita' e non permettero' a nessuno di attentarvi".
L'attentato alla Chiesa d'Alessandria che ha causato oltre 20 vittime tra i fedeli cristiani ed 8 feriti tra gli islamici, è stato condannato con fermezza anche dalla Confraternita dei fratelli musulmani; maggiore forza politica islamica d'egitto.
Intanto, sul Corriere, vengono ricordate le ripetute minacce lanciate dallo Stato Islamico dell’Iraq ai cristiani residenti in egitto. Quella che è la vera e propria branca irachena di al Qaede, aveva infatti già rivendicato il violento attentato di Bagdad avvenuto lo scorso ottobre. In quell'occasione, gli estremisti chiesero la liberazione di due donne da loro ritenute prigionieri dei copti egiziani. Se non si fosse immediatamente provveduto al rilascio delle presunte prigioniere, si sarebbe preparata un'azione ritorsiva proprio in Egitto.
Stando a quanto scrive anche Guido Olimpo sul Corriere, la forte e pervicace repressione operata dalle autorità egiziate ha debellato i gruppi armati più violenti presenti in egitto. Tuttavia, sottolinea il giornalista, alcuni nuclei estremisti piccoli ma molto attivi resistono "specie nel Sinai e nelle aree fondamentaliste". A manetere in vita queste cellule salafite ci sarebbe qualche "veterano della Jihad interna". Per Olimpo, infatti, le modalità d'azione sono abbastanza chiare: queste comunità violente molto variegate "colpendo i copti cercano di ripetere lo schema iracheno con i qaedisti che prendono di mira sciiti e altre comunità. E’ l’arma della guerra di religione e del settarismo".

TRAGEDIA ANNUNCIATA
A seguito dell'attentato del primo ottobre, però, le autorità irachene avevano avvertito i paesi europei del pericolo di nuovi attentati in Egitto proprio durante il periodo natalizio. Nonostante l'arresto da parte della polizia egiziana di diversi presunti terroristi stranieri (in prevalenza libici), quello che viene descritto come un probabile patto tra qaedisti ed estremisti locali per alimentare la tensione, ha portato comunque all'ennesima "strage religiosa" in terre africane.

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di Germano Milite
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