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I silenzi omertosi del Presidente della Repubblica

Napolitano e la "democrazia" insanguinata

Nessun cenno ai 20 morti, uccisi dai soldati israeliani

Napolitano e la 'democrazia' insanguinata
16/05/2011, 09:05

TEL AVIV (ISRAELE) - Mentre il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano era a Tel Aviv, per ritirare il premio Dan David assegnatogl l'anno scorso, sui confini israeliani i soldati hanno nuovamente, come è loro abitudine, aperto il fuoco sui civili disarmati. E' bastato che venissero organizzate manifestazioni al confine tra Israele e Libano e sulle alture del Golan, al confine tra israele e Siria, che i soldati con la stella di David, decidessero di intervenire: si sono limitati ad aprire il fuoco contro i manifestanti, lasciano sul terreno 10 morti al confine con la SIria e almeno altrettanti lungo il confine libanese. Il tutto senza che i caschi ble dell'Onu, compresi i soldati italiani, intervenissero per difenderli.
Naturalmente la versione israeliana, che è l'unica riportata dai giornali italiani, è quella del premier Benjamin Netanyahu, che ha detto: "Difendiamo i nostri confini". C'è da chiedersi come qualche migliaio di dimostranti disarmati potesse "toccare" i confini israeliani in maniera pericolosa. In realtà, quella di Netanyahu è solo la solita scusa per giustificare l'ennesima strage.
Ma soprattutto c'è da chiedersi con che faccia il Presidente Napolitano ora torni in Italia. Con la sua presenza nella capitale israeliana, ha dato un avallo alle stragi compiute per ordine del governo di Tel Aviv. E' questo che lui intendeva, quando diceva che la democrazia va "difesa in ogni momento, anche quando sembra acquisita"? E' democratico un Paese che ha cittadini di serie A e cittadini di serie B (in questo caso gli arabo-israeliani) che vengono sempre più privati di diritti? E soprattutto, è democratico un Paese che soffoca nel sangue manifestazioni all'esterno dei propri confini? Mi chiedo: che succederebbe se un gruppo di soldati siriani sparasse sui civili israeliani? Ci sarebbe lo stesso silenzio da parte dei mass media italiani ed internazionali?

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di Antonio Rispoli
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