DAL MONDO - America
Netanyahu: "No ad uno Stato palestinese"; Obama deluso
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19/05/2009, ore 09:54 - Ieri era previsto l'incontro tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu con il presidente americano Barack Obama, nell'ambito del viaggio di Netanyahu nelle capitali occidentali, allo scopo anche di tastare il polso all'Occidente nei confronti del nuovo governo estremista ed ultraortodosso che è uscito dalle ultime elezioni.
Parlando in conferenza stampa, Netanyahu è stato estremamente chiaro, riguardo ai palestinesi. Infatti ha dichiarato: "Israele non vuole governare i palestinesi. Voglio dire chiaramente che noi non vogliamo governare i palestinesi", sottolineando che l'idea dei due Stati (cioè quello palestinese e quello israeliano conviventi, base di ogni trattativa di pace) è lontana dagli interessi e dalla volontà di Israele. Inoltre ha puntato il dito contro l'Iran, accusata di voler creare la bomba atomica e di essere una minaccia per tutta la zona mediorientale. Infine ha invitato i Paesi occidentali a pretendere una risposta in tempi brevi su quelli che possono essere gli intendimenti di Teheran, perchè Israele si attende una risposta entro l'anno, in quanto il Paese non intende aspettare all'infinito.
Ora, se leggiamo il vero contenuto della discussione, a parte le schermaglie diplomatiche, vediamo che c'è una minaccia di guerra e una promessa di sterminio. La minaccia di guerra è contro l'Iran: appare ovvio che se Israele non otterrà di vedere l'Iran in ginocchio entro la fine dell'anno, comincerà l'attacco, almeno sotto forma di attacchi aerei e/o missilistici, visto che tra i due Paesi non ci sono frontiere comuni. La minaccia di sterminio è per i Palestinesi: se questo governo non intende governare sui palestinesi; non intende permettere la creazione di uno Stato palestinese; ovviamente, non intende cedere lo Stato israeliano ai palestinesi; non ammette (ma questo da tempo) la possibilità di una civile coabitazione in territorio israeliano, dato il ben noto razzismo antiarabo professato più o meno da tutti i gorverni di Tel Aviv dal 1948 ad oggi, è chiaro che resta una sola alternativa: gli unici palestinesi a cui sarà concesso di restare, saranno quelli che resteranno nei cimiteri.
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