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Il presidente e i membri del governo nelle mani dei soldati

Niger, colpo di Stato militare


Niger, colpo di Stato militare
18/02/2010, 21:02

NIAMEY – Dopo ore di notizie frenetiche, frammentarie e confuse, è ufficiale. In Niger i soldati hanno dato avvio ad una sommossa per ribaltare l'attuale governo.
Al termine di una giornata che si era aperta con una violenta sparatoria attorno il palazzo presidenziale, il presidente Mamadou Tandja, insieme a tutti i membri del Governo,  è finito nelle mani dei soldati ed è stato mprigionato in una caserma. Il contestato presidente, che si è attirato le critiche internazionali per aver sciolto il Parlamento e modificato la costituzione per assicurarsi il potere oltre il secondo mandato presidenziale, è stato così spodestato da un gruppo di militari che hanno prima assediato il palazzo presidenziale, dove si stava svolgendo la riunione settimanale del governo, e poi arrestato l'intero esecutivo.
A guidare il golpe, un maggiore dell'esercito, Adamou Harouna. Durante gli scontri, quattro soldati sono rimasti uccisi, colpiti da un razzo sparato contro il loro blindato. Mentre la radio di Stato del Niger, ha interrotto la sua programmazione e iniziato a diffondere solo marce militari. In realtà, il colpo di Stato era nell'aria. La tensione politica dallo scorso dicembre, scadenza naturale del mandato di Tandja, era notevolmente salita nel paese africano. Oggi il drammatico epilogo; gli scontri sono iniziati in mattinata, quando i militari hanno raggiunto il palazzo presidenziale con armi e mezzi pesanti.
I testimoni hanno parlato di una vera e propria guerriglia, con spari ed esplosioni. Subito dopo colonne di fumo nero, si sono alzate dal palazzo nel quale era riunito il governo.
Poi, le strade di Tandja e dei suoi ministri si sono separate. Il presidente, sarebbe finito in una caserma a 20 chilometri da Niamey, mentre i componenti del Governo sarebbero stati portati nella sede del Consiglio superiore della comunicazione, non lontano dal palazzo presidenziale.
Le prime conferme sul fatto che si trattasse di un golpe, il quarto nel paese dopo quelli del '74, del '96 e del '99, sono arrivate nel primo pomeriggio da un alto funzionario francese. Parigi ha così immediatamente invitato i connazionali che vivono e lavorano in città, a non uscire di casa: solo a Niamey sono residenti circa 1.500 francesi e 500 cittadini Ue.
Probabilmente dopo i fatti di oggi, per il Niger, che è tra i Paesi più poveri del continente africano, ma essendo ricco di uranio, attrae investimenti per miliardi di dollari da compagnie minerarie internazionali, si apre una nuova fase che dovrebbe portare a nuove elezioni e alla nomina di un nuovo presidente.

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di Elisa Scarfogliero
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