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Uomini armati sono entrati in una casa di Mubi

Nigeria: attentato durante veglia funebre costa la vita a 17 fedeli

Il vescovo di Jos: "Il governo intervenga, dia protezione"

Nigeria: attentato durante veglia funebre costa la vita a 17 fedeli
06/01/2012, 17:01

MUBI - È l’ennesimo massacro che si compie in Nigeria, dopo gli attentati di Natale. A Mubi, nel nord del paese, una comunità di fedeli cristiani si era riunita per celebrare la morte di sei nigeriani, avvenuta durante un attentato ieri sera davanti in una chiesa di Gombe. Ancora una volta i terroristi non hanno avuto scrupoli del dolore di quelle persone e hanno ucciso almeno 17 fedeli. L’attacco è avvenuto nella casa di una delle vittime dell’aggressione. Parenti e amici di uno degli uomini uccisi nell’attentato sono stati sorpresi da alcune persone armate, che hanno fatto irruzione nella casa e hanno sparato.
L'attacco è stato rivendicato dal portavoce del gruppo islamista dei Boko Haram (che si traduce in "l'educazione occidentale è un peccato"), Abul Qaqa. La setta nei giorni scorsi aveva rivendicato gli attentati alle chiese nigeriane e aveva dato un ultimatim ai cristiani, intimando loro di lasciare il paese. I suoi seguaci preferiscono essere identificati con il nome arabo Jama'atu Ahlis Sunna Lidda'awati wal-Jihad, o semplicemente Yusufia (dal nome del leader ucciso nel 2009) e non amano il nome Boko Haram, considerandolo una semplificazione giornalistica. Il gruppo è sceso in battaglai radicalizzando lo scontro nel 2009, dichiarando la guerra santa contro il governo centrale per estendere a tutta la Nigeria la legge islamica, la sharia. La setta islamista ha sempre maggiori capacità finanziarie e tecniche e ha collegamenti con altri gruppi internazionali, tra cui al Qaeda.
Stamattina l’arcivescovo di Jos, Ignatius Ayau Kaigama era tornato a rivolgere un appello al governo affinché intervenisse per far cessare ogni violenza: “Sono terribilmente triste. Queste persone ammazzano i cristiani mentre pregano quasi ogni giorno. È un gravissimo peccato. Chiediamo al governo di darci la protezione per vivere serenamente”.

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di Emanuele De Lucia
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