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Attentato anche in una scuola islamica

Nigeria, cinque morti nell'esplosione in una moschea

Analisi Ce.Si "Si rischia una nuova guerra di religione"

Nigeria, cinque morti nell'esplosione in una moschea
10/01/2012, 19:01

ABUJA - È di cinque morti il bilancio di un attacco oggi contro due moschee ed una scuola islamica della città meridionale nigeriana di Benin. Diverse persone sono rimaste ferite nell'attacco mentre le forze dell'ordine hanno arrestato 10 sospetti. Nelle ultime settimane il gruppo islamico Boko Haram ha compiuto una serie di attacchi contro esponenti della comunità cristiana, minoritaria nel nord del paese. Le violenze a Benin sono iniziate ieri quando un gruppo ha attaccato una moschea provocando il ferimento di dieci persone. Successivamente a Gusau, capitale dello stato settentrionale di Zamfara, alcuni giovani hanno attaccato una chiesa. Oggi a Benin infine, l'attacco contro la moschea e la scuola islamica.
Il recente attacco ad una scuola islamica di Sapele, nello Stato del Delta, area tradizionalmente immune ai conflitti religiosi, «costituisce un segnale preoccupante sulle possibilità di espansione del conflitto a tutta la Nigeria. Le dichiarazioni delle autorità religiose e di signori della guerra cristiani del sud sulla volontà di mobilitazione dei credenti in difesa delle chiese e dei fratelli settentrionali rappresentano un rischio concreto riguardo l'eventualità dello scoppio di una nuova guerra di religione nel Paese dopo quelle degli anni '60 ed '80». È quanto evidenzia il Ce.Si, Centro studi internazionali diretto da Andrea Margelletti, nello studio Il movimento Boko Haram ed il conflitto tra musulmani e cristiani in Nigeria. «Il governo del presidente nigeriano Jonathan, cristiano di etnia Ijaw - scrive il CeSi facendo il punto della situazione - si trova ad affrontare dunque un pericolo concreto che potrebbe non solo minare la stabilità interna del Paese ma anche gli equilibri regionali, essendoci la possibilità del coinvolgimento di gruppi etnici dei Paesi vicini». Lo Stato del Plateau e la sua capitale Jos sono le aree più colpite dagli scontri che spesso si manifestano come attacchi improvvisi di bande armate oppure come attentati esplosivi verso luoghi di culto o quartieri e villaggi abitati da membri delle diverse confessioni. Le ondate di scontri durano solitamente dai 7 ai 10 giorni e terminano soltanto quando interviene l'esercito e si dispiega come forza di interposizione. Nell'ultimo decennio i conflitti religiosi, soltanto nello Stato del Plateau, hanno causato oltre 2.300 vittime nonchè decine di migliaia di sfollati. «Gli attacchi dei musulmani contro i cristiani - spiega il CeSi - sono particolarmente frequenti e feroci a ridosso delle consultazioni elettorali ed in occasione delle festività natalizie.

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di Valerio Esca
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