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Decine di morti, tra cui bambini, e 80 feriti

Nigeria, ennesimo attacco contro cristiani

Di contro i cristiani hanno ucciso 11 musulmani

Nigeria, ennesimo attacco contro cristiani
17/06/2012, 18:06

Ennesimo massacro a sfondo religioso in Nigeria. Sono almeno 23 i cristiani uccisi, tra cui 4 bambini, e 80 quelli feriti negli attentati contro 3 chiese nello Stato settentrionale nigeriano di Kaduna, a maggioranza musulmana. L'attacco, di contro, ha innescato la rappresaglia dei giovani cristiani che hanno ucciso almeno 11 musulmani. Lo riferiscono le fonti di tre ospedali della zona citati dal sito del quotidiano 'Daily Trust'. Il bilancio non prende in considerazione gli attentati contro le due ultime chiese nella stessa area. Gli attacchi non sono stati rivendicati ma hanno le stesse modalita' di quelle delle ultime domeniche, opera dei fondamentalisti islamici dei Boko Haram. Le autorita' hanno imposto un coprifuoco di 24 ore.
Sono decine, secondo testimoni, le vittime negli attentati contro i cristiani a Kaduna. ''Possiamo confermare che decine di persone hanno perso la vita' oggi negli attentati contro cinque chiese nello Stato di Kaduna", ha riferito un portavoce dell'agenzia nazionale che si occupa delle emergenze, Yushau Shuaib. Una versione confermata anche da testimoni locali. Numerosi anche i feriti.
''L'escalation di violenza che nelle ultime settimane vede protagonista la Nigeria - afferma in una nota il vice capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera, Fabio Evangelisti - deve necessariamente richiamare l'attenzione della comunita' internazionale. Oggi, oltre agli attacchi terroristici alle chiese cristiane, si aggiunge anche la rappresaglia dei cristiani stessi contro i musulmani, perche' il fanatismo chiama fanatismo. E' necessario interrompere immediatamente questa pericolosissima spirale di violenza - prosegue - e capire quali sono i veri interessi che dietro di essa si nascondono. E' evidente, infatti, che non si tratta solo di tensioni religiose, ma di mezzo ci sono corposi interessi legati alla situazione del petrolio''.
 

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di Veronica Riefolo
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