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Il suo sequestro a Ilorin è durato cinque giorni

Nigeria, finito l’incubo per Di Girolamo: è stato liberato

Sono ancora due gli italiani in ostaggio all’estero

Nigeria, finito l’incubo per Di Girolamo: è stato liberato
02/06/2012, 09:06

ROMA - Modesto Di Girolamo, l’ingegnere italiano rapito in Nigeria, è stato liberato. A dare la buona notizia è stato il ministro degli Esteri Giulio Terzi, in queste ultime ore impegnato nello scongiurare l’ipotesi che le autorità nigeriane decidessero di tentare un blitz forzato, mettendo così a rischio la vita del nostro connazionale. Nonostante la gioia per la buona riuscita della vicenda dell’ingegnere della “Borini & Prono”, infatti, è ancora recente il ricordo, e il dolore, per la morte dell’altro ingegnere italiano rapito in Nigeria: si tratta di Franco Lamolinara, ucciso dai suoi sequestratori l’8 marzo scorso durante un blitz delle teste di cuoio nigeriane, coadiuvate da forze britanniche, nel tentativo di liberare lui e il suo collega Chris McManus dalle mani dei terroristi di Boko Haram.
Di Girolamo era stato sequestrato lunedì scorso a Ilorin e il suo incubo è durato cinque giorni: della liberazione, come anche del sequestro, non si conoscono molti dettagli. A quanto pare, l’uomo, un settantenne abruzzese, era stato prelevato da un commando armato mentre ispezionava un cantiere a Ilorin, capitale dello stato del Kwara. Del suo rapimento, inoltre, si era venuti a conoscenza solo con qualche giorno di ritardo. L’azienda per la quale l’ingegnere lavora si era detta pronta a pagare un eventuale riscatto, ma dai rapitori, stando a quanto si è potuto apprendere, non sarebbe giunta nessuna rivendicazione, né una richiesta di riscatto.
Andata a buon fine la sua liberazione, restano ancora due i connazionali nelle mani dei loro sequestratori all’estero. Si tratta di Rossella Urru, la cooperante rapita nel sud dell’Algeria in ottobre da Al Qaeda nel Maghreb islamico, e scomparsa tra le dune del Sahara occidentale. In ostaggio, inoltre, resta poi un altro cooperante, il siciliano Giovanni Lo Porto, catturato lo scorso 19 gennaio con un collega tedesco in Pakistan, nella località di Multan (Punjab). L’uomo sarebbe nelle mani del gruppo talebano Tehrik-e-Taliban Pakistan, capeggiato da Hakimullah Mehsud.

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di Antonio Formisano
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