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Intanto a Fukushima torna l’elettricità, ma è allarme cibo

Nucleare, il governo sceglierà la via della prudenza?

Se ne parlerà martedì in commissione Industria al Senato

Nucleare, il governo sceglierà la via della prudenza?
19/03/2011, 10:03

ROMA – Sul nucleare, la tragedia in Giappone insegna, la soluzione più quotata sembra essere quella della prudenza. Anche il governo italiano, infatti, in materia di nucleare sembra optare per una riflessione, tenendo gli occhi puntati ovviamente a quello che in questi giorni sta accadendo a Fukushima. E tale cautela viene confermata dalla presa di posizione emersa nelle ultime ore di diversi ministri ed esponenti leader della politica italiana. Quella di martedì al Senato, infatti, potrebbe essere una buona occasione per lanciare messaggi e soprattutto segnali decisivi in tal senso. Se da un lato però appare più che ovvia la posizione dei leader di centrosinistra, con il segratario del Pd, Pierluigi Bersani, che invita a “sospendere tutti gli atti sul nucleare” in Parlamento, e il leader Idv, Antonio Di Pietro, che accusa “la frenata sulle centrali” solo come “un tentativo di far saltare il referendum in Italia, dall’altro, invece, appaiono anomali gli attegiamenti tra i banchi della maggioranza di governo. Segno di una presa di coscienza di quanto il nucleare possa essere pericoloso e nocivo? Di una “pausa di riflessione” aveva già parlato il ministro dello Sviluppo, Paolo Romani, mentre la titolare dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, si spingeva a ipotizzare una “uscita soft” dall’opzione nucleare. “Un’amministrazione seria decide con razionalità, ma non può non tenere conto dell’emotività dei cittadini. Certamente la drammatica vicenda del Giappone ci induce a riflettere”: è questo invece il parere espresso dal ministro delle Politiche Agricole, Giancarlo Galan, che si trova in piena sintonia con il ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, che adotta la stessa linea di prudenza. In cosa questa riflessione possa tradursi non è ancora dato saperlo, ma ad ogni modo un segnale il governo italiano potrebbe darlo già la prossima settimana. A palazzo Madama, infatti, martedì la commissione Industria dovrà dare il proprio parere al decreto legislativo, che stabilisce i criteri per scegliere i siti delle centrali atomiche e di deposito delle scorie radioattive: il provvedimento ha già avuto il via libera dalle commissioni della Camera, che hanno suggerito alcune correzioni al testo. Qualora dovesse arrivare l’ok dall’aula del Senato, il Consiglio dei ministri potrebbe varare il decreto legislativo già in settimana. Qualora, invece, dovesse prevalere la forza della prudenza e della riflessione, o come qualcuno ha definito “il coraggio della paura”, si dovrà ancora attendere per conoscere la posizione ufficiale del governo.

INTANTO A FUKUSHIMA…
Intanto sembrano produrre i primi risultati favorevoli gli sforzi dei soldati e dei tecnici per raffreddare i reattori della centrale nucleare Fukushima-1, danneggiata l’11 marzo dal devastante terremoto/tsunami che ha colpito il nordest del Giappone. Secondo quanto ha riferito oggi in conferenza stampa il ministro della Difesa nipponico Toshimi Kitazawa, i primi quattro reattori della centrale, sarebbero a temperature inferiori ai 100 gradi. Per quanto riguarda invece i reattori 5 e 6, che erano fermi al momento dell’incidente e che hanno finora presentato meno problemi, la Nhk ha riferito che, secondo le autorità, sono stati “raffreddati”. Al reattore 6 è in funzione un impianto di raffreddamento, al 5 è stato effettuato un raffreddamento attraverso pompe diesel. L’allarme adesso riguarda i cibi e proviene dai livelli di radioattività “superiori ai limiti legali” riscontrati nel latte prodotto nei pressi della centrale nucleare di Fukushima. Stesso discorso per gli spinaci coltivati nella vicina prefettura di Ibaraki. L'annuncio è sempre stato dato dal portavoce Yukio Edano durante una conferenza stampa.

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di Antonio Formisano
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