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NUCLEARE, SI APRE DIBATTITO


NUCLEARE, SI APRE DIBATTITO
13/11/2007, 10:11

Il tema del nucleare continua ad essere il leit motiv che accompagna il dibattito sull'energia, riportato in primo piano dall'impennata del prezzo del petrolio e dalla crescita della domanda, legata all'avanzata sulla scena economica dei paesi emergenti. Cina e India in testa. Il nodo dell'energia atomica è stato uno dei principali temi della prima giornata del Congresso mondiale dell'energia, i cui lavori sono partiti a Roma. A rilanciarlo, lo stesso presidente della Commissione Ue, Manuel Barroso. In realtà si é parlato molto anche si sicurezza energetica e di gas, con la volontà, ha detto il ministro dello Sviluppo, Pierluigi Bersani, di ragionare in termini di "accordi bilaterali e globali". Le infrastrutture non bastano, insomma. Serve la politica. E "l'Unione europea deve dare il passo".

La Russia é diventata un tassello centrale sul fronte delle forniture, per l'Italia e per l'Ue. Bersani lo ha ribadito. Il suo omologo russo, Khristenko, pure. Ma il tema del nucleare è rispuntato a più riprese tra i padiglioni della Fiera di Roma che ospitano il Congresso. I protagonisti della giornata se lo sono palleggiato e il segnale che arriva è che il dibattito si è ormai di fatto riaperto e vede in campo tanto soggetti politici, quando soggetti economici.

E se Bersani rilancia sulla ricerca per il nucleare di quarta generazione e non esclude che in futuro si possa ridiscutere della presenza in Italia di centrali 'pulite', Pecoraro Scanio tiene il punto, facendo però intravedere un'apertura: "Prodi è stato chiaro - ha sottolineato - sul nucleare bisogna fare solo la ricerca", concentrando gli sforzi "sul nucleare non radioattivo". Il primo a lanciare il tema è stato Barroso nel suo discorso d'apertura. Parole prudenti, le sue, ma allo stesso tempo di apertura verso possibili scenari di medio-lungo periodo. La convinzione è che gli elementi "per un nuovo dibattito sul nucleare" ci siano, visto che "la pressione congiunta tra la crescente domanda di energia e i cambiamenti climatici hanno dato una spinta al rilancio della discussione sull'energia atomica".

Bersani è certo che il Paese, guardando in avanti 15-20 anni, debba costruirsi un know how sul nucleare di quarta generazione. "Se sbuca bene - ha sintetizzato con un'espressione colorità - se l'esito della ricerca sarà positivo e ci convincerà, sarà possibile ridiscutere della presenza del nucleare anche in Italia. Nei giorni scorsi Bersani aveva detto chiaro che prima bisogna risolvere il problema di un deposito di superficie per gestire le scorie della precedente esperienza nucleare, poi archiviata. Per ora "l'Italia non ha muscoli" per riaprire sul proprio territorio l'opzione nucleare. Un'espressione raccolta oggi dal presidente dell'Enel, Piero Gnudi, che l'ha fatta propria. I muscoli, oggi, non ci sono, ha detto Gnudi. Ma allo stesso tempo, ha precisato, l'Italia non può prescindere dal nucleare. Enel intanto continua a puntare all'atomo oltre confine. A breve dovrebbe concludere l'accordo con la francese Edf per il reattore Epr di terza generazione da realizzare a Flamanville.

 "Noi siamo pronti", ha detto da parte sua l'amministratore delegato di Edf Pierre Gadonnaix. Assolutamente convinto che sull'energia atomica si debba riaprire il dibattito è l'ad dell'Edison, Umberto Quadrino, che lancia un appello alla chiarezza sia per quanto riguarda i costi, che per quanto riguarda i rischi. "Il nucleare è una necessità - ha detto - e non c'é una soluzione se non si tiene conto anche del nucleare nel mix energetico. Costa troppo? Io penso che non sia vero - ha sottolineato Quadrino - ma va fatto uno sforzo di chiarezza verso l'opinione pubblica". Al di là del confronto dialettico, c'é da registrare che l'Aula del Senato ha respinto un emendamento alla Finanziaria della Lega che chiedeva l'istituzione di un fondo per la ricerca nucleare. 
(Fonte:ansa.it)

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di Redazione
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