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Monito del premier ad Israele: "Non toccatela"

Nuova spedizione verso Gaza, con una nave irlandese


Nuova spedizione verso Gaza, con una nave irlandese
02/06/2010, 13:06

GAZA - Ancora è forte l'eco della strage compiuta dai soldati israeliani per fermare l'invio di aiuti a Gaza, che sta arrivando un altra nave in quel territorio. Si tratta della Rachel Corrie, nave battente bandiera irlandese, di 1200 tonnellate di stazza, che trasporta cemento per costruire le abitazioni, cancelleria ed altri aiuti umanitari. A bordo 15 persone, tra cui Maired Corrigan-Maguire, Nobel per la Pace per i suoi sforzi per far cessare la guerra tra cattolici e protestanti in Ulster. Gli attivisti a bordo hanno già detto che avviseranno gli israeliani della loro posizione e che, in caso di attacco israeliano terranno le mani alte e bene in vista; ma che vogliono arrivare a Gaza a tutti i costi. E dalla loro parte si è espresso anche Brian Cowen, premier iralndese, che ha invitato gli israeliani a non toccare la nave. invito già caduto nel vuoto, perchè l'esercito di Tel Aviv ha già avvisato che se la nave si avvicinerà a meno di 100 miglia da gaza, verrà attaccata e dirottata verso un porto israeliano.
Il nome di Rachel Corrie, scelto per la nave è significativo, perchè era una vera eroina della pace. Insieme con altri attivisti statunitensi, sbarcarono a Gaza nel 2003, per impedire la campagna di abbattimenti di abitazioni inaugurata dal governo di Ariel Sharon. In pratica, con la scusa che si trattava di case dove avevano trovato appoggio dei terroristi, l'esercito israeliano mandava i bulldozer militari ad abbattere le case dei palestinesi. Rachel, insieme con altri attivisti, arrivarono per usare come unica arma il loro coraggio contro il bulldozer. Sperando di farsi forti del loro passaporto statunitense, cercarono di andare dove questi abbattimenti venivano eseguiti, con indosso un giubbotto fluorescente rosso e in mano un megafono, e si ponevano davanti ai bulldozer per impedire loro di agire. Le cose andarono bene per alcuni giorni. Poi ci furono accordi tra il governo israeliano e quello statunitense, che promise che non avrebbe protestato. E così il 16 marzo 2003, quando Rachel si pose davanti al bulldozer, il soldato sapeva che poteva agire, e la massacrò sotto i cingoli del mezzo. Nella versione israeliana, il bulldozer stava estirpando erbacce e la ragazza era finita sotto i cingoli per un suo comportamento irresponsabile.

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di Antonio Rispoli
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