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La nave arenata a ottobre contiene carburante, è allarme

Nuova Zelanda: si spezza cargo, rischio disastro ambientale


Nuova Zelanda: si spezza cargo, rischio disastro ambientale
08/01/2012, 19:01

Il timore del primo disastro ambientale del 2012 arriva dalla Nuova Zelanda, dopo che la nave cargo Rena, la petroliera incagliata dallo scorso ottobre su una barriera corallina famosa per il suo patrimonio faunistico al largo delle coste di Wellington, si è spezzata in due parti a causa delle forti mareggiate, lasciando cadere in mare i container che trasportava carburante. Lo hanno reso noto le autorità marittime neozelandesi, secondo quanto riferiscono i media.
“La parte anteriore della nave resta nella sua posizione, mentre quella a poppa si è staccata e si muove in modo significativo spinte da onde alte sei metri”, ha detto il portavoce della Marina neozelandese Ross Henderson, citato dalla BBC. Un numero consistente di container si è quindi rovesciato in mare. Nelle prime ore del mattino, le autorità hanno sorvolato la nave circondata da acque torbide a causa della fuoriuscita di latte in polvere da uno dei container. Almeno 30 sono stati identificati e 15 altri sono stati localizzati e circoscritti in mare aperto.
”A questo punto possiamo dire di aver perso molti container”, ha confermato Claudine Sharpe, portavoce della Braemar Howells, la compagnia specializzata nella pulizia ambientale. E ha aggiunto: “Parliamo di circa 200-300 container degli 800 che erano rimasti a bordo. Di questi, almeno il 20% rimarrà a galla, il resto affonderà”. La Rena si era incagliata il 5 ottobre sulla barriera corallina dell'Astrolabio, nel nord del Paese, nella zona turistica della Baia di Plenty, famosa per la fauna marina.
Trecentocinquanta tonnellate di carburante erano finite in mare, inquinando le spiagge e la barriera corallina e uccidendo almeno 1.300 uccelli in quello che è stato definito il peggior disastro ambientale mai verificatosi nel continente. I soccorritori avevano portato via oltre 1.100 tonnellate di carburante a bordo, ma 385 tonnellate erano rimaste ancora a bordo in aggiunta agli mille container. Dopo l'incidente di ieri sera, è più probabile che la poppa si rovesci e affondi, fatto questo che renderà ancora più difficile un possibile recupero dei container, sostengono le autorità. Anche se al momento non si segnalano fuoriuscite di carburante, le fragili condizioni in cui si trova la nave indicano che è probabile che ci sarà, ma non è possibile calcolarne le quantità. Le autorità inoltre hanno fatto sapere che la tempesta continuerà ancora per altri tre o quattro giorni.

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di Davide Gambardella
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