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Dimissioni Raìs: la tv di Stato smentisce, gli insorti no

Nuovi attacchi in Libia. I ribelli: “Trattiamo con il Raìs”

La conferenza islamica chiede la no-fly zone all’Onu

Nuovi attacchi in Libia. I ribelli: “Trattiamo con il Raìs”
08/03/2011, 12:03

TRIPOLI – Sono notizie confuse quelle che arrivano dalla Libia. Mentre continua la cronaca quotidiana, fatta di bombardamenti e raid aerei sulla popolazione, resta poco chiara la situazione riguardante l’ipotetica offerta di dimissioni del leader libico. Muammar Gheddafi, a differenza di quanto riferito ieri da Al Jazeera e come confermato invece oggi da alcune televisioni di Stato, non ha intenzione di dimettersi. E quindi quelle sulla sua possibile negoziazione, nella quale il Raìs chiedeva incolumità per se stesso e per la sua famiglia in cambio della sua uscita di scena, sarebbero state soltanto delle voci prive di fondamenta. Anche se gli insorti continuano a far sapere e a ribadire che un tentativo di dialogo e di negoziato da parte del Raìs è stato realmente tentato: un delegato del colonnello Muammar Gheddafi “ci ha contattati e ci ha chiesto un accordo per permettere a Gheddafi di lasciare il Paese”. A confermarlo è stato infatti il presidente del Consiglio nazionale dell’opposizione libica, Mustafa Abdel Jalil. Intanto continuano senza tregua i bombardamenti. Ancora un raid aereo contro lo strategico centro petrolifero di Ras Lanuf, in Cirenaica, si è verificato questa mattina. Un caccia dell’Aviazione fedele a Muammar Ghedafi ha effettuato un bombardamento contro una postazione dei ribelli nel deserto, circa 8 chilometri a est della città: il missile aria-terra lanciato dal caccia si è abbattuto in prossimità della superstrada costiera che attraversa tutta la Cirenaica, a un centinaio di metri appena dalle ultime case della periferia di Ras Lanuf. Dalla loro postazione, i rivoltosi hanno risposto al fuoco con i cinque cannoni antiaerei a loro disposizione. Stando a testimoni oculari, la stessa zona era già stata attaccata circa un’ora prima. In nessuno dei due casi, però, vi sarebbero stati feriti né danni materiali degni di nota. Sul fronte diplomatico, invece, la Nato, dopo l’ultimatum del presidente Barack Obama a Gheddafi e ai suoi più stretti collaboratori, è al lavoro e passa in rassegna le possibili diverse modalità di intervento militare in Libia. Tra le ipotesi più gettonate ci sarebbe l’eventualità di una no-fly zone per evitare nuovi raid aerei nelle zone controllate dai rivoltosi: sia la Nato quanto Obama non sono comunque favorevoli a un intervento che non abbia l’autorizzazione dell’Onu. La possibilità di una no-fly zone ottiene intanto il parere favorevole dell’Organizzazione della conferenza islamica: “Ci uniamo alla voce” della comunità internazionale “nel chiedere una no-fly zone in Libia, e “auspichiamo che il Consiglio di sicurezza Onu faccia il suo dovere in questo senso”, ha detto il segretario generale dell’Oic, Ekmeleddin Ihsanoglu, aprendo nella sede centrale della stessa Conferenza, nella città santa saudita di Gedda, una seduta di emergenza dedicata alla crisi nel Paese nord-africano.

IL REGIME NEGA CONTATTI CON I RIBELLI: “IMMONDIZIA”
La polemica in queste ore si concentra soprattutto sulla ventilata ipotesi di dimissioni da parte del leader libico. È una sorta di botta e risposta tra ribelli e regime. Il regime libico ha smentito categoricamente di aver avuto contatti di qualsivoglia natura con gli insorti, che poco prima avevano invece affermato di averne respinto una proposta, presentata attraverso intermediari, e ne avevano formulato una propria, assai più limitata. “Non è altro che immondizia. È molto noioso essere costretti a commentare simili fandonie”, ha tagliato corto da Tripoli un funzionario governativo citato dall’emittente satellitare al-Arabiya di Dubai. Dal canto loro gli insorti ribadiscono che dal colonnello Gheddafi è venuta un’offerta di trattativa. Dal loro punto di vista un negoziato non è in discussione, ma se il Raìs lascia, afferma il consiglio nazionale da Bengasi, potrebbe avere in cambio l’impunità.

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di Antonio Formisano
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