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Mancano pochi giorni al “cessate il fuoco”, ma nulla cambia

Nuovi massacri in Siria. Ban Ki-moon condanna la violenza

Ennesimo venerdì di sangue: colpite città e villaggi

Nuovi massacri in Siria. Ban Ki-moon condanna la violenza
07/04/2012, 09:04

DAMASCO - Mancano pochi giorni all’applicazione del “cessate il fuoco”, ma in Siria, nonostante la presenza sul territorio di una prima squadra Onu, il cui compito è quello di monitorare la situazione e verificare l’attuazione del “piano di pace” proposto da Kofi Annan, i combattimenti continuano a ritmo serrato. Al punto tale che il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, è tornato a far sentire la sua voce, condannando l’escalation di violenze e gli attacchi delle forze di Bashar al Assad contro diverse città e villaggi.
Le truppe del presidente Assad, infatti, proseguono la loro offensiva contro gli epicentri della rivolta a Homs città, nella regione di Idlib e in quella di Aleppo, nell’estremo nord al confine con la Turchia. Qui è sempre più emergenza profughi, con oltre 2.000 siriani giunti nelle ultime 48 ore. In tutto sono ormai 24.000 i rifugiati in Turchia. Tragico anche il numero delle vittime: nell’ennesimo venerdì di protesta, l’unione dei comitati di coordinamento locali degli attivisti ha documentato l’uccisione di 39 persone, tra cui quattro donne. La maggior parte delle vittime sono cadute a Homs (20), nei quartieri di Khaldiye e Dayr Baalba, pesantemente bombardate dall’artiglieria governativa, mentre altre a nord di Aleppo (7), Idlib (3), Hama (4), sobborghi di Damasco (2), Dayr az Zor (2) e Daraa (1).
L’impressione che si ha, dunque, è che il regime siriano si prepara a non aderire al “piano di pace” proposto da Kofi Annan, almeno non nei tempi auspicati dalle Nazioni Unite e dallo stesso inviato congiunto Onu-Lega Araba. Non a caso il segretario Ban Ki-moon si è detto ‘‘preoccupato per il rapido deterioramento della situazione umanitaria, che colpisce più di un milione di persone”.

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di Antonio Formisano
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