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La manifestazione si trasforma in guerra civile

Nuovi scontri a Bagkok, 5 esplosioni con 1 morto e 75 feriti


Nuovi scontri a Bagkok, 5 esplosioni con 1 morto e 75 feriti
22/04/2010, 19:04

Quest'oggi cinque esplosioni consecutive causate da granate M-79 hanno gettato nel panico il distretto finanziario di Bangkok. Secondo le prime notizie diffuse da inviati reuters, fonti ospedaliere e media thailandesi, ci sarebbero circa 75 feriti (tra cui diversi stranieri) ed un morto. Lo scontro tra i numerosi manifestanti anti-governativi e le forze dell'ordine diviene sempre più forte e comincia dunque a mietere le prime vittime.
E mentre l'esercito è in allerta, decine di migliaia di sostenitori di Thaksin Shinawatra hanno preparato delle massicce barricate nel centro commerciale della capitale. La zona, a quanto sembra, è divenuta infatti il nuovo quartier generale della camicie rosse; gia scontratesi violentemente con la polizia lo scorso 10 aprile. Il bilancio fu di 25 morti e circa 800 feriti. E proprio le forze dell'ordine hanno fatto intendere che non arretreranno di un passo e che, se necessario, useranno nuovamente la forza contro i dissidenti. Il portavoce dell'esercito, nella giornata odierna, ha rilasciato un eloquente monito ai capi "rossi":"Se ve ne andate ora non sarete perseguiti. Ma se aspetterete fino all'arrivo delle forze dell'ordine, sarete perseguiti. Potrete essere anche colpiti da proiettili vaganti durante gli scontri tra le forze di sicurezza e i terroristi pesantemente armati".
Tuttavia, il foltissimo gruppo di manifestanti, composto in prevalenza da persone molto povere che abitano le periferie ed in genere le zone rurali dello stato asiatico, conferma di non voler assolutamente abbandonare le "postazioni" fin quando il premier non scioglierà il Parlamento indicendo elezioni anticipate. E mentre i sostenitori di Thaksin, in 20.000, occupano tre chilometri quadrati nel pieno centro di Bangkok, pare che ci sia anche un poderoso gruppo di filogovernativi pronti a scendere in piazza per manifestare contro le camicie rosse. Dicono di essere in 50.000 decisi a chiedere a gran forza l'intervento deciso dell'attuale premier per fermare i sostenitori dell'ex numero uno del governo thailadese. Si tratta di professionisti, commercianti, grandi artigiani; di quella classe media che, proprio due anni fa, manifestarono ad oltranza nella capitale per chiedere la destituzione di Thaksin. Il golpe populista sarà difficile da gestire per la polizia e, in Italia, c'è chi ricorda che l'ex premier che da lontano guida le camicie rosse, per storia e modalità d'azione, ricorda molto Silvio Berlusconi.

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di Germano Milite
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