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Discorso alla nazione del presidente americano

Obama, abbiamo dovere di agire. Possibile strada diplomatica

Incoraggianti segnali arrivano da Mosca e Damasco

Obama, abbiamo dovere di agire. Possibile strada diplomatica
11/09/2013, 09:55

WASHINGTON-  ''Voglio un intervento militare in Siria perche' nella terribile notte del 21 agosto e' stata compiuta un'atrocita', un crimine contro l'umanita'. Abbiamo il dovere di agire'' e ''se non si reagira' a quello che ha compiuto il regime di Assad altri penseranno di farne uso e il rischio e' quello di una guerra chimica, con i terroristi che potranno utilizzare i gas contro i civili''. Questo è quanto dichiara Barack Obama in un messaggio di oltre 15 minuti pronunciato alla nazione dalla East Room della Casa Bianca.

Il presidente americano ribadisce al suo popolo che l'intervento militare in Siria sarebbe ''limitato e mirato a scoraggiare l'uso di armi chimiche. Il Paese e' stanco delle guerre - ha poi aggiunto - e il nostro intervento non sara' a tempo indeterminato''.

 Tuttavia, una soluzione diplomatica al conflitto ''e' ancora possibile''. Il motivo, secondo Obama, sono gli ''incoraggianti segnali'' in arrivo da Mosca e Damasco: ''Assad ha ammesso di possedere le armi chimiche ed ha perfino detto che aderira' alla Convenzione che mette al bando le armi chimiche'' accettando il piano russo che prevede la consegna all'Onu di tutti i gas velenosi, ha spiegato il presidente. Si tratta di ''un'iniziativa che puo' rimuovere la minaccia delle armi chimiche senza ricorrere all'uso della forza''. E' una svolta, che potrebbe ''evitare l'intervento'' militare. Ma la minaccia militare resta immediata, perche' sulla responsabilita' di Assad Obama non ha dubbi: ''Sappiamo che e' stato il regime, nei giorni prima dell'attacco e' stato il suo personale a preparare i gas, poi hanno distribuito le maschere a gas alle truppe, quindi hanno lanciato razzi contro 11 quartieri nel tentativo di ripulirli''. Per questo, ''ho ordinato alle forze armate Usa di mantenere la pressione su Assad'' al fine di spingerlo verso un disarmo chimico ''reale, veloce e verificabile''.

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di Flavia Stefanelli
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