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Il Presidente Usa:Teheran scelga la strada della diplomazia

Obama apre le porte all'Iran per una soluzione di pace


Obama apre le porte all'Iran per una soluzione di pace
23/09/2010, 18:09

WASHINGTON - "L'Iran deve dimostrare al mondo l'intento pacifico del suo programma nucleare". Così Barack Obama davanti all'assemblea delle Nazioni Unite che si è tenuta oggi a New York. Il presidente americano, subito dopo il suo monito, ha precisato che "le porte della diplomazia restano aperte. Le porte sono aperte al dialogo". Teheran, dal canto suo, deve però "dimostrare l'impegno"

QUESTIONE PALESTINESE
Obama ha poi rivolto la propria attenzione alla sempre delicata ed irrisolta questione palestinese; osservando che,  "ora è arrivato il momento per le parti di aiutarsi uno con l'altro per superare gli ostacoli. Ora è il momento di costruire la fiducia e offrire la possibilitá di importanti progressi. Ora è il momento di cogliere l'opportunità e di non lasciarla scappare". Per tale motivo, dunque, Israele dovrebbe pensare di "estendere la moratoria" riguardo i nuovi edfici da costruire intorno a Gerusalemme. L'alternativa, per il numero uno della Casa Bianca, sarebbe un futuro fatto di "altri spargimenti di sangue". Peccato che, mentre si ascoltavano le parole del presidente americano, proprio il ministro degli Esteri Israeliano, Avigdor Lieberman, abbia deciso di disertare l'Aula insieme al resto della sua delegazione. Presente, invece, il gruppo dell'Anp guidato dal presidente Abu Mazen. Lo stato ebraico, però, ha negato di aver voluto boicottare di proposito il discorso di Obama e, attraverso la portavoce della missione israeliana, Karean Perez, ha infatti precisato:"No, non c'è stato nessun boicottaggio. Sukkot, iniziata ieri sera, è una festa sacra e oggi non ci siamo. Domani saremo presenti, e avevamo avvertito. All'Onu lo sanno".
Segnalato anche dal Corriere, comunque, il ritardo del presidente Usa all'assemblea dell'Onu. Un ritardo che, tra l'altro, non si era mai registrato da quanto l'organizzazione è nata.

"SU AIUTI MANTERREMO LE PROMESSE"
Riguardo i tanto discussi aiuti ai paesi più poveri, in ultimo, Obama ha annunciato un cambio nella politica umanitaria degli Stati Uniti. Da oggi, infatti, ci si concentrerà maggioramente su azioni diplomatiche e politiche commerciali e di investimento che potranno garantire uno sviluppo più capillare e concreto dei paesi arretrati. Riguardo i tanti piani straordinari di solidarietà, il Presidente ha assicurato:"Manterremo le nostre promesse e onoreremo i nostri impegni". Concludendo, Obama, si è poi chiesto retoricamente come mai i paesi sviluppati, in un periodo di così forte crisi, dovrebbero preoccuparsi di aiutare i "meno fortunati". La risposta, definita "semplice", è stata la seguente:"Nella nostra economia globale, il progresso anche dei paesi più poveri può far avanzare la prosperità e la sicurezza di persone molto lontane dai suoi confini, inclusi i miei concittadini americani".

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di Germano Milite
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