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Per gli Usa c'è un rischio di iper-svalutazione del dollaro

Obama disperato, scrive al G20: "La nostra forza è un bene"


Obama disperato, scrive al G20: 'La nostra forza è un bene'
10/11/2010, 14:11

SEUL (COREA DEL SUD) - Inizia oggi a Seul, capitale della Corea del Sud, un G20 in una atmosfera sempre più tesa, a livello economico mondiale, vista la perdurante crisi. E a confermare la tensione, giunge una lettera di Barack Obama, letta in apertura edl vertice. Nella lettera il presidente statunitense chiede agli Stati di riequilibrare il divario attualmente esistente tra Paesi importatori - per lo più quelli occidentali - e Paesi esportatori. "Nessun paese può raggiungere da solo il nostro obiettivo comune di una ripresa forte, sostenibile ed equilibrata", aggiunge Obama, spiegando che questo è un aiuto di cui gli Usa necessitano, per sostenere la propria economia. Perchè gli Stati Uniti economicamente solidi danno un importante contributo all'economia mondiale.
In realtà gli Usa sono sull'orlo di una crisi monetaria senza precedenti. Negli ultimi tempi la Cina non sta comprando più i titoli di Stato americani, dato che nell'ultimo anno è passato dal 47% delle proprie riserve in titoli Usa al 5%. E con la crisi economica, sono pochi gli Stati che hanno abbastanza liquidità per offrire un supporto. Per cui la Federal Reserve ha stampato oltre 1000 miliardi di banconote per acquistare i propri titoli e impedire che i tassi si alzino. Una manovra che nel breve periodo può essere anche vantaggiosa. Ma sono 2 anni che la Fed reagisce così, inondando il mercato di dollari (ricordiamo anche gli 800 miliardi per evitare il fallimento della società assicuratrice AIG). Il rischio è che l'eccessiva stampa di banconote faccia crollare il valore della moneta sui mercati internazionali. Cosa che renderebbe agli Usa costosissima l'importazione; e per un Paese che importa gran parte delle materie prime, a cominciare dal petrolio, una prospettiva del genere rischia di distruggerne l'economia.

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di Antonio Rispoli
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