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Obama e la questione petrolio: più pozzi in Alaska e Messico


Obama e la questione petrolio: più pozzi in Alaska e Messico
14/05/2011, 17:05

Il presidente americano, Barack Obama, ha dichiarato che il governo degli Stati Uniti darà nuove Licenze di esplorazione in alcune zone non protette dell'Alaska e del Golfo del Messico.

Obama ha giustificato l'iniziativa col fatto che gli Stati Uniti dovrebbero ridurre la loro dipendenza dal petrolio straniero e aumentare la loro sicurezza energetica, per agevolare (soprattutto economicamente) le famiglie americane. "Queste impennate del prezzo del petrolio sono spesso momentanee - ha dichiarato Obama - e anche se non esistono risposte belle e pronte per risolvere il problema, possiamo adottare delle misure di buon senso".

"Chiederò al ministero dell'Interno di concedere ogni anno delle nuove licenze di sfruttamento nella riserva nazionale di petrolio in Alaska, nel rispetto delle zone sensibili", ha detto Obama. Un responsabile governativo ha comunque assicurato che non saranno consentite perforazioni nella riserva naturale dell'Artico.

"Malgrado il disastro ambientale della marea nera seguita all'incidente della piattaforma petrolifera della Bp 'Deepwater horizon' avvenuta 13 mesi fa" - ha continuato il presidente degli Usa - "il Golfo del Messico resta cruciale per l'approvvigionamento energetico degli Stati Uniti e che verranno forniti incentivi per l'esplorazione di quest'area e in alcune zone atlantiche". Infatti, in seguito alla catastrofe dell'anno scorso, le trivellazioni nella zona orientale del Golfo erano state sospese grazie ad un divieto esteso fino al 2017.

"Come nazione, dovremmo investire nelle fonti di energia pulita e rinnovabile che sono la soluzione ultima agli alti prezzi della benzina", ha concluso Obama, che questa settimana ha chiesto al congresso di abolire le sovvenzioni alle compagnie petrolifere (che costano ogni anno 4 miliardi di dollari al governo federale).

 

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di Redazione
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