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OBAMA FA NERA HILLARY


OBAMA FA NERA HILLARY
13/02/2008, 09:02

Altre tre vittorie, con relativo tesoro di delegati, arricchiscono il medagliere sempre piu' scintillante di Barack Obama. Il senatore nero dell'Illinois ha proseguito la serie d'oro di successi inanellati dal Super Martedi' della settimana scorsa, battendo in modo schiacciante Hillary Clinton in Virginia, Maryland e nel Distretto di Columbia - dove sorge la capitale Washington - ed e' passato a condurre nettamente nel conto dei delegati per la convention.    Le primarie del Potomac, il fiume che attraversa l'area della capitale, hanno confermato che il senatore nero ha il vento il poppa e la Clinton e' in crisi. Obama si e' aggiudicato buona parte dei delegati in palio nella notte elettorale e, come bonus inatteso, ha ricevuto i risultati finale del caucus nello stato di Washington celebrati nel fine settimana, che gli hanno assegnato 56 dei 78 delegati in palio.    Anche nel conteggio 'prudente' della Cnn, che assegna alla Clinton un vantaggio di 234 a 156 in termini di 'superdelegati' (gli esponenti di partito non vincolati nel voto), Obama dopo il voto sul Potomac conduce in modo netto: 1.195 a 1.178 delegati in totale sono ora allineati con il senatore nero. Per vincere la nomination ne occorrono 2.025 e la Clinton, per farcela, secondo i calcoli della Nbc deve aggiudicarsi almeno il 56% dei delegati ancora in palio.    ''I cinici adesso non possono piu' dire che la nostra speranza e' falsa'', ha detto Obama, parlando a una folla a Madison, in Wisconsin. ''Abbiamo vinto a est e a ovest, a nord e a sud - ha aggiunto -. Abbiamo vinto in Maryland, in Virginia, e sebbene abbiamo vinto anche a Washington questo movimento non si fermera' fino a quando non porteremo il cambiamento a Washington''.    ''Lo status quo non vincera', non stavolta, non quest'anno'', ha concluso, senza fare il nome di Bill e Hillary Clinton, ma riferendosi a loro oltre che ai repubblicani.    La tripletta di Obama era attesa, ma e' stata la sua portata a stupire gli osservatori. In Virginia il senatore ha vinto 63-36%  (con il 93% dei voti scrutinati). I dati parziali del Maryland indicano una vittoria analoga, mentre nella citta' di Washington, dove i Clinton sono di casa da anni, e' stata una valanga per Obama: 76 a 24% (con l'89% dei voti scrutinati).    Altri dati della Virginia, dove le donne e i neri si sono spostati decisamente verso Obama e dove anche gli elettori bianchi della classe media sembrano aver tradito Hillary, offrono una serie di segnali d'allarme per l'ex First Lady. L'elenco di scuse con cui la Clinton ha reagito alle sconfitte dell'ultima settimana va esaurendosi e la strategia di attendere il voto in stati popolosi puo' essere rischiosa.  La senatrice sapeva che sarebbe stata un'altra serata nera ed e' andata ad attendere i risultati in Texas, lo stato di George W.Bush da dove spera a marzo di lanciare la rimonta. Ma prima ancora di partire per il West, aveva ricevuto la lettera di dimissioni del numero due della sua campagna, Mike Henry, la cui testa e' la seconda a cadere dopo quella della manager Patti Solis Doyle. Un altro segnale della crisi in corso dentro lo staff.  A El Paso, dove ha incontrato gli elettori nelle ore in cui chiudevano i seggi sulla costa est, la Clinton ha evitato qualsiasi commento sul voto appena concluso, concentrandosi su quelli in arrivo.

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di Giancarlo Borriello
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