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Il presidente si schiera durante un'intervista all'Abc

Obama fa outing: "Sì alle nozze gay"

E' il primo presidente americano a farlo

Obama fa outing: 'Sì alle nozze gay'
10/05/2012, 10:05

"I matrimoni gay dovrebbero essere legali". Sono le 21:01 in Italia quando Obama segna un altro primato nella storia dei presidenti d'America. E' il primo Capo di Stato della storia statunitense, infatti, a schierarsi a favore dei matrimoni tra omosessuali. L'annuncio è affidato ad un'intervista della Abc, nella quale Obama spiega di aver maturato la propria convinzione negli anni, parlando con amici, con la famiglia e con i vicini. Mettendo poi in evidenza come la sua posizione sia personale, Obama sottolinea di sostenere l'idea che siano i singoli stati a dover decidere. "Le coppie dello stesso sesso dovrebbero potersi sposare", annuncia citando Malia e Sasha, ed il fatto che proprie le figlie, anche per motivi generazionali, siano a proprio agio con le coppie dello stesso sesso: "Malia e Sasha hanno amici i cui genitori sono dello stesso sesso. Alcune volte io e Michelle ci sediamo a tavola e parliamo con Malia e Sasha dei loro amici e dei loro genitori e a loro non viene neanche in mente che dovrebbero essere trattati diversamente. Per loro non ha senso e e francamente questo è qualcosa che cambia la prospettiva". Obama ammette anche che la First lady ha avuto un ruolo nella sua decisione. "È qualcosa di cui abbiamo parlato negli anni e lei condivide. Siamo ambedue cristiani e ovviamente questa posizione potrebbe sembrare strana agli occhi degli altri. Ma quando pensiamo alla nostra fede, la base è che non solo Gesù si è sacrificato per noi ma che gli altri vanno trattati come noi vorremmo essere trattati".  Troppo forti le pressioni esercitate negli ultimi giorni sulla Casa Bianca perché il presidente degli Stati Uniti assumesse una volta per tutte una posizione chiara. Pressioni provenienti soprattutto dall'interno del Partito democratico. Ma anche da gran parte dei sostenitori del presidente, da molti di quei benefattori che ogni giorno donano somme ingenti per la sua campagna elettorale. Il Washington Post ha scritto che un grande donatore su sei, di quelli che contribuiscono alla campagna di Obama, è omosessuale. E così Barack Obama, in piena campagna elettorale, esce allo scoperto sulla spinosa questione delle nozze gay. Ma a convincere il presidente che il momento del chiarimento era arrivato pare sia stata soprattutto l'uscita del vicepresidente, Joe Biden, che ha dichiarato nei giorni scorsi di essere totalmente a favore dei matrimoni tra persone dello stesso sesso. E a pensarla come lui ci sono almeno altri due membri dell'amministrazione: il ministro dell'Istruzione, Arne Duncan, e quello per l'Edilizia, Shaun Donovan. Nelle ultime ore c'e inoltre stato il referendum in Nord Carolina che, per volere della maggioranza dei votanti, è diventato il trentesimo Stato vietare i matrimoni gay nella Costituzione. Questo nonostante i democratici e le associazioni per la difesa dei diritti di gay e lesbiche fossero scesi in campo per contrastare la norma, spendendo una somma pari a 3 milioni di dollari coinvolgendo personaggi del calibro di Bill Clinton. Obama, attraverso uno dei suoi portavoce, si era detto deluso per il voto, giudicando la norma "discriminante" e invocando per gli omosessuali gli stessi diritti e le stesse tutele legali previste per gli eterosessuali. Poi nel corso della giornata la svolta suggerita, come ha ammesso, anche dalla moglie Michelle. Quella di parlare davanti alle telecamere della Abc su una questione che divide gli americani quasi come l'aborto. Una scelta coraggiosa che, d'altro canto, potrebbe costargli il voto di una parte dell'elettorato cattolico, soprattutto nella comunità ispanica. "Negli anni ho tratto la conclusione che per me personalmente è importante sostenere che coppie dello stesso sesso debbono potersi sposare", ha affermato alla Abc. Obama ha quindi respinto le critiche di chi in questi anni, da quando è diventato presiedente, lo ha accusato di essere troppo timido sulla questione dei matrimoni gay. Ed ha ricordato i grandi passi in avanti compiuti da quando è alla Casa Bianca per difendere e rafforzare diritti e tutele di gay e lesbiche. Una decisione su tutte: l'abrogazione del cosiddetto "Don't ask, Don't tell", la norma che impediva ai militari gay di fare coming out. Certo, ieri il presidente ha sottolineato di parlare a titolo personale. La legge infatti, che fu varata sotto la presidenza Clinton, prevede che sui matrimoni gay si possano pronunciare solo i singoli Stati. Per questo molte associazioni, ma anche molti attivisti del partito democratico, chiedono che le nozze gay vengano legalizzate a livello federale. E qualcuno insiste perché la questione venga inserita nel programma della convention democratica del prossimo settembre.

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di Veronica Riefolo
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