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L'America riapre la sfida spaziale per Marte

Obama: "gli USA porteranno l'uomo oltre la Luna"


Obama: 'gli USA porteranno l'uomo oltre la Luna'
16/04/2010, 20:04

WASHINGTON – La fine della guerra fredda e la crisi economica sembravano aver fatto del tutto precipitare le idee di una nuova era spaziale. Infatti il gigante americano non era più stimolato dall’orso sovietico e il raggiungimento di nuovi traguardi galattici non era più una priorità per affermare la propria supremazia.
Ma Obama sembra aver cambiato idee e rilancia l'America a portare l'uomo "oltre la Luna".
Il presidente degli Stati Uniti ha rassicurato così i lavoratori, i tecnici, gli ingegneri e gli astronauti, presenti e futuri, circa il futuro americano nella ricerca spaziale. Non è affatto vero che la sua amministrazione intenda ridurre l'impegno nello spazio. Anzi, è vero il contrario. Solo che, dati i costi, si cercheranno altre strade di finanziamenti, aprendo al settore privato in modo che la ricerca spaziale possa aprirsi ad una dimensione anche commerciale. "La Nasa ha contribuito ad un progresso tecnologico inimmaginabile. Nessuno più di me crede nella necessità di continuare a portare l'uomo nello spazio", ha detto Obama, precisando che entro il 2015 sarà pronto il primo progetto per un vettore 'pesante' capace di missioni spaziali "ben oltre la luna". "Mi aspetto che entro il 2025 queste missioni diventino realtà", ha detto, annunciando tre miliardi di investimenti finalizzati esclusivamente alla ricerca spaziale. Obama, che ha parlato a Cape Canaveral, in Florida, nello stesso edificio in cui solitamente alloggiano gli astronauti prima di imbarcarsi per le loro missioni, ha respinto così le critiche di coloro che in America lo accusano di voler riservare agli Stati Uniti un ruolo di secondo, se non addirittura di terzo piano per quanto riguarda il futuro nello spazio. "La sfida dei decenni passati fu la Luna, quelle dei decenni a venire saranno sfide per portare l'uomo oltre la Luna". Alla vigilia della sua visita alla Nasa, era stato nientemeno che il primo uomo a metter piede sulla Luna, l' 'eroe' Neil Armstrong, a criticare la nuova strategia spaziale del presidente. "Senza l'esperienza e la conoscenza che le attuali missioni garantiscono, gli Usa sono destinati a scivolare nella mediocrita" aveva scritto in una lettera aperta firmata anche dai colleghi Jim Lowell e Eugene Cernan. Armstrong, Lowell e Cernan ritengono che tagliare i fondi per 'Costellation', il programma che avrebbe dovuto riportare l'uomo sulla Luna entro dieci anni, sia l'inizio del declino del futuro spaziale americano. Gli Usa già a partire dal prossimo anno si ritroveranno senza shuttle, e per arrivare alla Stazione Internazionale dovranno volare sulle russe Soyuz. Date le premesse, saranno costretti ad assistere ai successi spaziali della Cina, destinata a diventare la nuova potenza dello spazio. Di fronte a queste critiche, Obama ha replicato che, al contrario, gli Stati Uniti non perderanno affatto la loro leadership. "La nostra strategia - ha detto - consentirà di sviluppare almeno 2.500 nuovi posti di lavoro, farà crescere gli investimenti nell'innovazione, e presto permetterà di lanciare nello spazio più missili di oggi, per programmi più ambiziosi di quello del ritorno sulla Luna". Il finanziamento di 6 miliardi di dollari nel settore privato prevede la realizzazione di nuovi missili 'pesanti' e nuove navi spaziali, per programmi che possono riguardare non solo la Luna, ma - per estensione - anche future missioni verso Marte. A dirsi dalla parte del presidente è stato il secondo uomo a metter piede sulla Luna, Buzz Aldrin: "I passi che stiamo facendo - ha dichiarato, in risposta al collega Armstrong - vanno nella direzione giusta: rafforzeranno la Nasa e alla fine, vedrete, manderanno l'uomo su Marte".

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di Mario Aurilia
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