Dal mondo / America

Commenta Stampa

Ma restano 50 mila soldati statunitensi

Obama: "I combattimenti in Iraq finiti, ma non abbiamo vinto"


Obama: 'I combattimenti in Iraq finiti, ma non abbiamo vinto'
01/09/2010, 09:09

WASHINGTON (USA) - Un Barack Obama teso e misurato martedì sera si è espresso con queste parole, dalla Sala Ovale della Casa Bianca: "Questa sera vi annuncio che la missione di combattimento dell'America in Iraq è finita. L'Operazione Iraqi Freedom è chiusa. Da questo momento sono gli iracheni ad avere la responsabilità della sicurezza del loro paese". Un discorso che era chiuso da diverse esigenze: l'impossibilità di prendere troppo le distanze da Bush (quasi 4500 morti e 34 mila feriti e mutilati glielo impedivano, la pressione dell'opinione pubblica sarebbe stata eccessiva); la necessità di confermare il suo aspetto pacifista, che il Partito Democratica ama e che è stato uno dei cavalli di battaglia di Obama durante la scorsa campagna elettorale; l'obbligo di giustificare, sminunedone la potenza, i 50 mila soldati e le decine di migliaia di contractors - dei quali ha dire il vero quasi non ha fatto parola - che rimarranno nel Paese, almeno fino a luglio 2011.
E quindi la parte tranquillizzante del discorso: la decisione è stata presa perchè è necessario spostare risorse per la crescita dell'economia; adesso l'Iraq è stato salvato e gli Usa sono più sicuri; c'è piena fiducia che le autorità irachene possano prendere in mano la situazione e risollevare le sorti del Paese. E conclude: "Abbiamo lavorato troppo per lasciare l'opera incompiuta. In Iraq è cruciale continuare ad assistere le forze di sicurezza locali. Poi dobbiamo proteggere il nostro personale civile, diplomatici e specialisti degli aiuti umanitari che affiancano gli sforzi del popolo iracheno per ricostruire il paese".E se lo dice un premio Nobel per la Pace...

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©