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Afro-americani e ispanici il suo motore, con lui gli operai

Obama, l'uomo nero che ha cambiato l'America

Sposta l'asse politico degli States verso sinistra

Obama, l'uomo nero che ha cambiato l'America
07/11/2012, 21:01

CHICAGO - Trionfa Barack Obama. Ma non solo. L’election day non sancisce solo il successo straripante, al di là di quasi tutte le previsioni, del presidente uscente. Ma anche la forte avanzata dell'America “liberal”, progressista. Dall'aborto alle nozze gay, dall'attenzione al cambio climatico all'uso ricreativo della marijuana. Per non parlare del popolo afro-americano e degli ispanici, tutti ma proprio tutti con il “presidente nero”. Gli americani sembrano aver dato un segnale chiarissimo, spostando a sinistra il baricentro della politica americana. In tanti temevano un’astensione degli ambienti legati al movimento di Occupy Wall Street, fin troppo vezzeggiato dalla grande stampa, secondo cui la scelta tra Obama o Romney non avrebbe fatto gran differenza. Ma non è stato così. Tanto che perfino l'icona della sinistra americana, il regista premio Oscar, Michael Moore, ieri a caldo ha twittato emozionato: “Oggi ha parlato il popolo”. I risultati dicono infatti in modo inequivocabile che è fallito il tentativo di Mitt Romney di incentrare il voto esclusivamente sull'economia, tuttora in difficoltà. Di contro, Obama è riuscito a ricomporre il puzzle variegato del suo elettorato, attirando su di sé voti delle donne, delle minoranze, degli ambientalisti, dei gay, ponendo forte l'accento sull'allargamento dei diritti civili. I flussi elettorali stimeranno precisamente quanto ha pesato il voto femminile nel exploit di Obama. Quello che è certo è che Barack ha vinto la cosiddetta “guerra sulle donne”. La sua ferma difesa del diritto alla libera scelta sull'aborto e della contraccezione ha dominato il dibattito per settimane, provocando la netta sconfitta dei candidati ultra anti-abortisti. Todd Akin, quello dello “stupro legittimo”, e Richard Mourdock, famoso per “il concepimento da stupro voluto da Dio” sono stati sbaragliati nella loro corse al Senato, malgrado gareggiassero in territori super conservatori come il Missouri e l'Indiana. Ma anche il successo ai referendum sulle nozze gay, in Maryland, Maine e nello stato di Washington, provano che l'America progressista va avanti e si fa sentire. Altri stati avevano già votato a favore del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Ma ieri è stata la prima volta che i cittadini hanno approvato queste norme con un voto popolare, mettendo in dura crisi l'agenda oscurantista della destra dei Tea Party. Novità importanti anche sul fronte della legalizzazione della marijuana, ora legge in Colorado e nello stato di Washington, un altro tema tabu per la destra repubblicana. Unica battuta d'arresto di questa avanzata progressista, viene dalla democraticissima California. Ieri i cittadini del Golden State si sono opposti all’abolizione della pena di morte. La pena capitale, un po' come il possesso delle armi, resta un argomento sensibile, anche nell'America che ha eletto in massa Barack Hussein Obama.

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di Valerio Esca
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